SCOTT INGRAM.
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DENTI ASSASSINI!
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Titolo originale: Scary Shark Stories.
Traduzione di: Daniela Padoan.
1999 Sperling & Kupfer Editori, Milano
Narrativa Junior, Sperling Paperback.
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Trascrizione elettronica rivista e resa disponibile dalla
          Fondazione Ezio Galiano onlus
             http:\\www.galiano.it
      ad esclusivo uso dei privi della vista.
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Presentazione.
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Immagina il terrore pulsarti nelle vene,  mentre all'improvviso uno squalo dantesco ti si avventa contro.
Prova a vederti, impietrito dal panico, mentre cerchi di nuotare verso la spiaggia prima di essere stritolato dalle terribili fauci del mostro.
Tuffati in questa agghiacciante raccolta di storie di squali e il mare non ti sembrer mai pi lo stesso.
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Indice.
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Un'infinita distesa azzurra.
Megabocca.
Il Vecchio Puntabianca.
Basta con gli squali.
Lo squalo del futuro.
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Fine indice.
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DENTI ASSASSINI!
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Un'infinita distesa azzurra.
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Ovunque posasse lo sguardo, Travis Haley non vedeva
che squali. Al trentesimo aveva smesso di contarli,
ma con ogni probabilit dovevano essercene almeno
il doppio. Erano squali blu, animali dal corpo affusolato
con lunghi musi a punta e una doppia fila di
denti aguzzi ritirati all'interno delle mascelle.
Travis conosceva gli squali e, dato che quelli blu
erano i pi comuni lungo le coste della California del
Sud, gli era gi capitato di vederli altre volte. La maggior
parte sembrava misurare pi o meno un paio di
metri, ma era difficile dirlo con esattezza. L'acqua era
profonda all'incirca una trentina di metri e, guardando
gi dalla poppa della barca, Travis aveva qualche
difficolt a farsi un'idea delle loro dimensioni, vedendoli
stagliarsi contro l'azzurro infinito che si stendeva
sotto di lui.
Era il primo giorno che il ragazzo si sentiva abbastanza
bene da alzarsi. Non si sarebbe mai aspettato
di soffrire il mal di mare. In effetti, non gli era mai
capitato di essere colto dalla nausea a bordo di una
barca, ma era pur vero che non si era mai spinto cos
lontano, prima di allora. E centoventi chilometri al
largo dalla costa della California del Sud erano una
distanza considerevole. Non appena la Brezza dei Tropici
aveva perso di vista la terraferma, due giorni prima,
il continuo rollio dell'imbarcazione lo aveva
sprofondato in una battaglia incessante contro i conati
di vomito.
Fortunatamente per Travis, la Brezza dei Tropici
era lunga pi di venti metri, con la plancia che si stendeva
spaziosa sopra la coperta, ed era larga abbastanza
da non beccheggiare eccessivamente. Tuttavia il lieve
sollevarsi e ricadere dell'imbarcazione sulle onde
del Pacifico aveva trattenuto il ragazzo dall'ingerire
qualsiasi alimento solido fin da quando avevano lasciato
il porto. Solo quel giorno era stato finalmente in
grado di bere qualche sorso di succo di arancia e di
mangiare un po' di cereali.
Il fatto era che Travis aveva un lavoro da svolgere,
e invece, durante gli ultimi due giorni, non aveva
potuto fare altro che starsene a giacere mugolando
nella sua cuccetta. Adesso, sentendosi finalmente pi
calato nella sua parte di giovane marinaio, aveva indossato
la tuta da subacqueo e la cintura zavorrata ed era
pronto a immergersi e a svolgere il lavoro che gli era
stato assegnato.
Stamattina non sei tanto verde in faccia, ragazzo,
lo apostrof Marcus Haley, cingendo con un braccio
le spalle del figlio. Travis alz lo sguardo verso il
padre che, con il suo metro e ottanta di altezza, lo
sopravanzava solo di pochi centimetri. Erano entrambi
piuttosto smilzi, con i capelli castani tagliati a spazzola.
Inoltre avevano gli stessi occhi verdi e gli stessi
incisivi grandi e squadrati.
S, sono resuscitato, rispose Travis con un sorriso.
Allora sei pronto a darmi una mano? gli chiese
Marcus, impaziente. Senza un sommozzatore di sostegno,
non sono riuscito a fare neanche uno scatto. Si
interruppe un istante e guard con gravit suo figlio.
Adesso ascoltami, Travis. Se neanche oggi ti senti
in grado di immergerti, indosser la tuta metallica
antisqualo.
Credo di essere in condizioni di tuffarmi, rispose
Travis con una certa esitazione.
Insomma, hai intenzione di farmi da spalla, oppure
no? Suo padre se ne stava l, impalato, con le mani
sui fianchi. Non puoi limitarti a credere di essere
in grado di andare sott'acqua; devi sapere di poterlo
fare.
A Travis non sfugg l'impazienza nella voce di suo
padre e si rese conto di dovergli dare subito una risposta.
La tuta metallica antisqualo rendeva pressoch
impossibile muoversi in modo abbastanza veloce da
poter fotografare le creature sottomarine ma, dal
momento che Marcus Haley era uno tra i fotografi
subacquei pi noti al mondo, doveva scattare quando
il suo soggetto gli si presentava nelle condizioni pi
favorevoli, anche se questo significava indossare l'ingombrante
scafandro da sommozzatore.
Travis si sentiva orrendamente. Suo padre lo aveva
portato con s in quella spedizione fotografica (un
incarico che gli era stato affidato dalla rivista Ocean
Adventures) solo perch il lavoro aveva un termine di
scadenza molto breve e non aveva avuto il tempo di
ingaggiare uno dei suoi soliti aiutanti. L'accordo era
che Travis avrebbe badato che gli squali non si avvicinassero
troppo, mentre suo padre avrebbe scattato
qualcuna di quelle incredibili foto a distanza ravvicinata
che lo avevano reso famoso in tutti i continenti.
E adesso, per colpa di quello stupido attacco di mal
di mare, la rigorosa tabella di marcia di suo padre era
a rischio.
Rendendosi conto che Marcus attendeva una risposta,
Travis distolse lo sguardo. Non sapeva che cosa
fare. Aveva fatto i salti di gioia all'idea di trascorrere
un po' di tempo insieme a suo padre e, prima di essere
colto dal mal di mare, era certo che avrebbe potuto
svolgere un buon lavoro come sorvegliante. Dopo
tutto, Travis aveva fatto delle immersioni subacquee
quasi ogni giorno, fin da quando aveva undici anni, e
aveva trascorso centinaia di ore a esplorare le scogliere
sommerse del parco sottomarino di San Diego.
Adesso, a quattordici anni, era un eccellente sommozzatore,
proprio come suo padre, e non c'era alcuna
ragione per cui dovesse sentirsi insicuro.
Il fatto era che non si era mai immerso in acque
pi profonde di una decina di metri. Questa era la sua
prima occasione di tuffarsi a una profondit cos notevole,
dove non ci sarebbe stato null'altro che un'immensa
distesa azzurra, al di sopra e al di sotto di lui.
Era anche la prima volta in cui lui e suo padre si immergevano
insieme, da quando i suoi genitri avevano
divorziato e Travis era andato a vivere con sua madre.
Avanti, figliolo, incalz suo padre, impaziente.
Vieni con me oppure no?
Lo stomaco di Travis cominci a contrarsi. Era un
altro attacco di mal di mare, o era solo paura? Suo
padre era una persona esigente, un perfezionista che
non ammetteva comportamenti bislacchi. Il lavoro
era tutta la sua vita e non lasciava tempo ai tentennamenti.
Quando Marcus Haley riceveva un incarico,
lo portava a termine. Se gli veniva chiesto di andare
in capo al mondo per scattare una fotografia, lui ci
andava. In effetti, Travis non ricordava di aver visto
suo padre molto spesso, ed era certo che tutto quel
suo viaggiare per il mondo fosse stata una delle cause
del divorzio. Fin da bambino era stato in grado di
comprendere i taciti messaggi che si celavano dietro
alle porte sbattute, agli sguardi arrabbiati, ai sorrisi
forzati, ogni volta che suo padre tornava dopo mesi
di assenza.
A un tratto un'antica rabbia si fece strada in Travis,
e il ragazzo fu sul punto di rispondere a suo padre
che poteva anche andare a tuffarsi da solo, proprio
come aveva sempre fatto, ma poi il ronzio di una carrucola
meccanica attrasse la sua attenzione. Guard
oltre la spalla di suo padre, verso l'estremit della barca
rivolta verso il porto. Una gabbia metallica da squali
era sospesa sull'acqua, agganciata a una gru. Sembrava
una prigione portatile, all'incirca della misura
di un piccolo ascensore, provvista di un'apertura tra
le sbarre, all'altezza degli occhi, attraverso cui far passare
una macchina fotografica.
All'interno della gabbia c'era Deborah Dove, una
famosa fotografa subacquea. Era impegnata nelle
riprese di un documentario, Fantastic Creatures. La
gabbia sarebbe stata la sua sola protezione contro un
attacco di squali e sostituiva il sommozzatore di
rinforzo.
Travis sapeva che Deborah Dove era l'altra ragione
per cui suo padre era stato sulle spine, negli ultimi
due giorni. Quando erano arrivati al molo, avevano
scoperto che Jack Morris, il capitano della Brezza dei
Tropici, aveva fatto un errore di registrazione e aveva
noleggiato accidentalmente la barca a due diverse
squadre di fotografi. Travis e suo padre costituivano
una squadra, e la fotografa rivale di suo padre, Deborah
Dove, insieme alla figlia quattordicenne, costituivano
l'altra.
Ciao, Travis! lo salut con la mano la signora
Dove dall'interno della gabbia. Ti senti meglio?
S, grazie! rispose il ragazzo, ricambiando il
saluto. Oggi ci sono un sacco di squali, qui attorno.
Ne ho gi visti pi di due dozzine! A differenza di
suo padre, Travis era un tipo alla mano, uno che poteva
attaccare conversazione con chiunque.
Bene, ci sar parecchio movimento, allora, ribatt
la signora Dove con quel suo tono vivace e sbrigativo.
L'equipaggio ha continuato a gettare pezzi di
pesce fuori bordo fin dall'alba.
Diede un'ultima messa a punto ai congegni della
sua macchina fotografica, poi fece un cenno con la
testa al marinaio di sopraccoperta, che cominci ad
abbassare la gabbia. Travis rimase a guardare sgomento
mentre gli squali prendevano a turbinare attorno
alla gabbia, nel momento stesso in cui l'aggeggio
sfiorava la superficie dell'acqua. Poi vide l'ombra di
qualcuno affacciarsi a poppa. Era Ashley Dove, che
era salita sul ponte proprio mentre la gabbia di sua
madre veniva calata nell'acqua limpida.
Ashley, una tra le pi belle ragazze che Travis avesse
mai visto, aveva capelli corvini raccolti in una treccia
che le arrivava fino a met della schiena e occhi
blu come l'oceano. Fece un cenno con la mano a sua
madre, che per era troppo occupata per ricambiare
il saluto. Poi vide Travis e fece un cenno anche a lui.
Ehi, Trav! Sembra che tu stia meglio, non  cos?
Ashley gli si rivolse con il suo solito tono allegro.
Speriamo che non vomiti nel respiratore, aggiunse
poi, scoppiando a ridere.
Travis non pot fare a meno di ridere a sua volta.
Se non fosse stato per lei, gli ultimi due giorni sarebbero
stati dieci volte peggio. Gli aveva portato una
bibita e gli aveva permesso di usare il suo Walkman.
E poi avevano parlato a lungo degli squali, o perlomeno
ne aveva parlato Ashley, e Travis aveva scoperto
che lei, su quelle affascinanti creature, ne sapeva
pi di tutti i sub che avesse mai incontrato.
Ehi, Ash, la chiam. Se dovessi star male, sarai
quia ...
Travis! Hai intenzione di passare tutto il giorno
a chiacchierare? lo apostrof bruscamente suo padre.
L'acqua potrebbe non restare cos limpida ancora per
molto, e allora non potrei pi scattare. Guarda,
aggiunse, indicando il mare, i frammenti di pesce la
stanno gi intorbidendo. Allora, vieni con me o no?
L'unica cosa di cui si preoccupa sono le sue preziose
fotografie, pens Travis, imbarazzato dal modo
in cui suo padre gli si era rivolto davanti ad Ashley.
Di me non gli importa nulla!
Va bene, arrivo, rispose con lo stesso tono impaziente
che Marcus Haley aveva appena usato con lui.
Infil i respiratori e le pinne e si incammin goffamente
sulla poppa, verso la bassa piattaforma di tuffo
che si protendeva a pochi metri sopra l'acqua.
Non dovremmo avere nessun problema se ci teniamo
sopra corrente rispetto a questa robaccia sanguinolenta,
disse suo padre, riferendosi ai pezzi di pesce
che erano stati usati per attirare gli squali. Comunque
prendi lo stesso il bastone da squali. Dopo aver
pronunciato queste parole, Marcus Haley si cal la
maschera sul viso e salt sulla piattaforma, con la macchina
fotografica al collo.
Travis agganci uno spesso bastone di metallo alla
sua cintura zavorrata e scrut la superficie dell'acqua.
Sperava di non doversi trovare nella necessit di
affrontare nessuno squalo con quell'affare. Una volta,
mentre faceva un'immersione a San Diego, insieme
a un paio di compagni della sua scuola di sub, Travis
aveva bastonato uno squalo grigio che gli si era
avvicinato troppo. La bestia gli era piombata addosso
come un siluro e, fortunatamente, aveva battuto
subito in ritirata, ma Travis non era del tutto convinto
che un qualunque bastone di metallo potesse costituire
una valida difesa contro uno squalo che si fosse
messo in testa di assalire sul serio qualcuno.
Aveva imparato da suo padre che di solito gli squali
si avvicinano solo per curiosare. In effetti, la maggior
parte dei sub esperti concordavano nel ritenere
che gli squali blu, del genere di quelli che adesso stavano
mulinando sott'acqua, fossero dei gattini in confronto
a quelli che abitano l'oceano, come gli squali
tigre o i grandi squali bianchi. Tuttavia, ogni volta che
guardava gi e vedeva una ridda di ombre blu scuro
dibattersi nell'acqua. Travis non poteva impedirsi di
sentire un nodo allo stomaco. Prima di allora non si
era mai immerso in mezzo a un branco di squali eccitati
dall'odore del sangue, e certo non si poteva dire
che fosse propriamente entusiasta dell'idea.
Ma non volendo fare la figura del codardo davanti
a suo padre e ad Ashley, cerc di tenere sotto controllo
le mani tremanti e si sistem la maschera ben
stretta sul volto. Poi si sedette accanto al padre, sulla
piattaforma, pronto a lasciarsi scivolare in acqua.
All'ultimo momento, Marcus Haley guard gi ed
esamin la frotta di squali. Travis avrebbe detto che
stesse rimuginando su qualcosa. Bene, se Mister Nervi
d'Acciaio sta per avere un ripensamento, allora s
che siamo nei guai, pens.
Poi suo padre si gir e prese un altro bastone, all'incirca
delle dimensioni di una piccola mazza da baseball.
A una delle estremit c'era una specie di petardo.
Prendi anche questo bastone a scoppio, disse,
guardando gravemente il figlio. Se il bastone che ti
ho dato prima non bastasse a tenermeli alla larga, non
esitare a usarlo. Non appena ne colpisci uno sul muso,
parte il colpo. Si interruppe per accertarsi di avere
la totale attenzione di suo figlio. Ricorda, Travis, che
ho due giorni di scatti da recuperare. Sar troppo concentrato
per occuparmi di qualsiasi cosa che non sia
il mio esposimetro e il mio mirino. Vedi di stare all'erta,
laggi, okay?
Travis annu e, a un segno a pollice alto, i due si
tuffarono simultaneamente in acqua e scesero nell'abisso
azzurro.
Subito Travis si sent pi simile a un astronauta
durante una passeggiata spaziale che non a un sommozzatore,
e il mondo sottomarino che lo circondava
lo eccit al punto di fargli quasi dimenticare il suo
stomaco ancora serrato dalla nausea. Con suo padre
davanti, nuotarono fino a una profondit di una decina
di metri, attorniati dal blu infinito rotto solo dalle
sagome degli scafi delle barche a pelo d'acqua... e
dal luccichio della gabbia metallica di Deborah Dove,
sospesa in mare a circa una ventina di metri.
Sotto la barca, fitti gruppi di squali sciamavano
come mosche, mosche di quasi due metri e dai denti
affilatissimi. Travis si manteneva in posizione vicino
a suo padre, che era intento a scattare fotografie. Gli
squali avevano gi cominciato a dar loro piccoli colpi,
ma Travis non si fece impressionare. Poteva vedere
che, bench la maggior parte delle bestie superasse
di gran lunga i due metri, nessuna di loro teneva le
fauci aperte. Gli assestavano piuttosto degli spintoni
con il muso, facili da schivare. E li schiv. Spinse,
pungol e colp i grandi pesci per mandarli via, ma
quelli continuavano a tornare indietro, animati da una
curiosit che pareva illimitata.
Ogni volta che le bestie si strofinavano con la loro
pelle ruvida contro la sua tuta da sub e lo fissavano
con i loro occhi neri e inanimati, Travis avvertiva una
contrazione allo stomaco. Quando li colpiva con il
bastone da squali sul muso sensibile, gli animali si
lanciavano in fuga nell'azzurro come enormi topi grigi,
ma solo per tornare subito dopo all'attacco, reiterando
le spinte ai sommozzatori.
C'erano cos tanti squali che Travis aveva il suo
bel da fare per impedire loro di disturbare suo padre,
che stava facendogli segno di voler scendere ancora
pi in profondit. Marcus Haley era famoso per le sue
fotografie scattate dal fondo verso la superficie, in cui
sfruttava la luce del sole per far stagliare la sagoma
degli squali, e Travis supponeva che adesso stesse
andando alla ricerca della perfetta foto di copertina
per il suo servizio.
Parecchi grandi squali blu seguirono suo padre,
dando dei colpetti all'inflessibile fotografo e impedendogli
di scattare immagini che non fossero mosse.
Travis si accorse che stava cominciando a spazientirsi.
Continuava a puntare l'obiettivo verso bestie
che erano troppo vicine e faceva vistosi cenni a Travis
perch le allontanasse.
Sto facendo del mio meglio! pens il ragazzo,
risentito, mentre le braccia gli si indolenzivano a forza
di colpire quei mostri. Possibile che non se ne renda
conto?
D'un tratto l'attenzione di Travis venne attratta da
un movimento e da un suono che non veniva dal punto
in cui si trovava suo padre, ma dalla gabbia in cui
era chiusa Deborah Dove. Attraverso il filtro azzurro
dell'acqua scorse una massa di bollicine d'aria e due
ombre nella gabbia, di cui una non era umana.
Per un momento Travis si dimentic del padre e
nuot verso la signora Dove, dapprima lentamente,
poi con un veloce scatto di pinne, non appena si rese
conto di ci che stava accadendo. Un piccolo squalo
blu, non pi lungo di un metro, era riuscito a infilarsi
attraverso le sbarre. Quando la bestia aveva capito
di essere in trappola, era stata presa dal panico e si era
scagliata contro la signora Dove!
Fattosi pi vicino, Travis vide che lo squalo aveva
le mascelle serrate sull'avambraccio della donna.
La signora Dove lo stava colpendo, ma quello non
mollava la presa. Anzi, le strattonava il braccio come
un cane che avesse addentato un paio di pantaloni.
Allora anche Travis cominci a spaventarsi. Mentre
guardava nella gabbia, a non pi di un paio di metri,
scorse una nuvola di sangue spandersi tra le bolle d'aria
che salivano verso la superficie... e sent le mute
grida della signora Dove! Doveva aiutarla. Ma che
cosa poteva fare? Era chiaro che non era possibile infilarsi
tra le sbarre. Non poteva...
D'un tratto Travis ebbe un'idea. Con una mossa
fulminea allung le braccia tra le sbarre e afferr la
coda dello squalo. Poi, tirando con tutta la sua forza,
stratton la bestia colta di sorpresa via dal braccio sanguinante
della donna.
Quando lo squalo and a sbattere ciecamente contro
le sbarre d'acciaio, in cerca di una via di fuga, Travis
si impietr. E adesso? Lo squalo poteva colpire
nuovamente la signora Dove, in ogni istante.
Poi si ricord del bastone a scoppio che gli era stato
dato da suo padre. Senza esitare un solo momento,
lo estrasse dalla cintura e, con un rapidissimo movimento,
lo infil tra le sbarre e colp la bestia proprio
sotto la mascella inferiore.
FUUUMP! Lo scoppio smorzato della cartuccia
spinse Travis all'indietro. Guard nella gabbia. L'esplosione
aveva ridotto lo squalo a brandelli. Il suo
corpo mezzo smembrato giaceva sul fondo della gabbia,
perdendo copiosamente sangue.
Ma non era finita qui. Adesso altri squali eccitati
cominciavano ad apparire da ogni direzione emergendo
dai sipari azzurri dell'oceano e si scagliavano contro
la gabbia. Nel tentativo di aiutare la signora Dove,
Travis aveva dato inizio a una frenetica caccia al cibo.
La signora Dove era appoggiata con tutto il proprio
peso contro il retro della gabbia, con la mano sinistra
stretta saldamente a comprimere la ferita sull'avambraccio
destro. Poi, d'un tratto, Travis si accorse
che la gabbia cominciava a salire. In qualche modo
era riuscita ad allertare l'equipaggio e a farsi tirare su.
Mentre Travis si scostava dagli squali che puntavano
la gabbia, ebbe la penosa sensazione che suo
padre potesse trovarsi nei guai. Ma non appena si fu
voltato per tornare nuotando verso di lui, vide che
Marcus Haley si trovava solo a un paio di metri di
distanza. Aveva scattato delle fotografie di tutta
quell'orribile vicenda, aveva scattato delle fotografie...
ma non aveva mosso un dito.
Adesso era la volta di Deborah Dove di perdere un
paio di giorni di lavoro. Il morso dello squalo le aveva
squarciato la carne dell'avambraccio, in prossimit
del gomito, e i suoi denti acuminati le erano arrivati
quasi fino all'osso.
Per fortuna la Brezza dei Tropici era stata equipaggiata
di recente con le pi moderne attrezzature di telecomunicazione,
incluso un telefono cellulare, un modem,
un fax e un'antenna satellitare che serviva per la navigazione
e per inviare segnali utili a localizzare la barca.
Il capitano Morris aveva immediatamente avvertito
la guardia costiera e, a meno di un'ora dall'attracco,
era arrivato sul posto un elicottero con dei medici.
Per suturare la ferita della signora Dove ci vollero
pi di ottanta punti. I medici avrebbero voluto trasportarla
in elicottero in ospedale, in modo da farla
esaminare da un chirurgo, ma la coraggiosa giornalista
era stata irremovibile nel rifiutare.
Assolutamente no! aveva detto. Fino a quando
potr ancora imbracciare una telecamera, rester
qui.
N i ragionamenti dei medici n le preghiere di
Ashley valsero a smuoverla. Tutto ci che chiese fu
qualche pillola antidolorifica. Poi si ritir nella sua
cabina, promettendo che avrebbe atteso un paio di
giorni prima di riprendere a girare il documentario.
Era la seconda notte dopo l'incidente, e Travis
ancora non riusciva a credere che suo padre non avesse
fatto nulla per aiutare la signora Dove. Adesso,
mentre sedeva accanto ad Ashley vicino alla poppa e
guardava con lei le stelle, disseminate nel cielo come
gocce di tempera schizzate da un enorme pennello,
prov il desiderio di parlare di tutta la vicenda, ma
l'unica cosa che riusc a dire fu: Come sta tua
madre?
Sta bene, credo, rispose la ragazza, con un tono
di grande stanchezza. Per quanto possa stare bene
dopo aver fatto da spuntino a uno squalo. Si interruppe
e guard Travis negli occhi. Sono preoccupata,
Travis. Mia madre ha detto che domani ricomincer
a filmare.
Davvero? esclam il ragazzo, sorpreso. Vuoi
dire che intende tornare l sotto, in mezzo a tutti quegli
squali?
Travis non stava parlando soltanto degli squali blu.
Negli ultimi due giorni avevano cominciato a raggrupparsi
attorno alla barca degli squali pi grossi,
bestie enormi, grandi come rimorchi di autotreni. Aveva
visto degli squali martello, dei mako, degli squali
toro e, quel pomeriggio, uno squalo tigre che secondo
lui misurava almeno quattro metri e mezzo. Anche
dopo che l'equipaggio aveva smesso di gettare in mare
i pezzi di pesce, le bestie erano rimaste in zona e le
loro sagome scure avevano continuato a vorticare tutto
attorno alla barca come limatura di ferro attratta da
una calamita.
Travis, mia madre ha investito un sacco di soldi
in questo documentario. Per guadagnarci qualcosa,
deve finirlo entro i termini stabiliti, spieg Ashley.
E per giunta  una tra le persone pi competitive di
tutto l'universo.
Competitive? chiese Travis. E questo che cosa
c'entra?
C'entra con tuo padre, rispose Ashley. Lui  il
miglior fotografo subacqueo, ma mia madre ritiene di
non essergli da meno, per quanto riguarda la macchina
da presa. Non ha nessuna intenzione di mollare la
pi sensazionale ripresa di squali che le sia mai capitata,
specialmente con tuo padre attorno.
Ci sono immagini incredibili da filmare, qua sotto,
dovette ammettere Travis. Non ho mai visto tante
differenti specie di squali radunate in un solo posto.
Neanch'io, gli fece eco Marcus Haley, che aveva
colto di sorpresa i due ragazzi salendo sul ponte. Non
ho mai trovato una postazione migliore di questa.
Davvero? chiese Travis, dimenticando per un
istante quanto fosse ancora arrabbiato con lui. Non
pot fare a meno di restare impressionato dall'affermazione
di suo padre. Se lui non aveva mai visto tanti
squali, questo significava che erano davvero incredibilmente
numerosi.
Proprio cos, annu Marcus. Ho appena sviluppato
un altro rullino. Volete vedere le foto che ho
fatto?
Certo! risposero all'unisono Ashley e Travis.
Ma proprio allora il suono del telefono cellulare
che collegava la barca al porto li interruppe. Il signor
Haley si strinse nelle spalle ed estrasse il portatile dalla
custodia che teneva assicurata alla cintura, poi compose
un numero sulla tastiera.
Mentre suo padre armeggiava con il telefonino,
Travis guard fuori bordo e scorse parecchie pinne
dorsali che si muovevano in circolo vicino alla barca.
Sent anche il suono raschiante della pelle degli squali
che, come carta vetrata, raspava contro lo scafo. I
mostri erano laggi, questo era evidente.
S,  Marcus Haley, stava dicendo suo padre nel
microfono, con voce carezzevole, mentre si allontanava
dai ragazzi. Esattamente, il fotografo di squali.
Ho chiamato il Weekly Examiner perch ho alcune
foto di squali che credo vi potrebbero interessare.
Ashley guard Travis e inarc le sopracciglia. Il
Weekly Examiner pubblicava storie di bambini alieni
con due teste e robaccia simile. Travis abbass gli
occhi e si strinse nelle spalle.
Si tratta di un attacco di squali, continu il signor
Haley, senza rendersi conto che la sua voce era udibile
nell'aria ferma della notte. Solo un piccolo squalo,
ma c' molto sangue. Poi la bestia esplode in pezzi
e attira degli altri squali assetati di sangue. Una scena
piuttosto impressionante. Ridacchi. Ho anche
una foto della ferita del sub... un primo piano.
Travis guard Ashley, imbarazzato. Suo padre stava
vendendo le immagini dell'attacco di cui era stata
vittima sua madre, un attacco che avrebbe potuto cercare
di fermare, anzich assistervi senza intervenire!
Bene! esclam il signor Haley. Vi mander qualche
immagine via fax questa sera stessa. Se vi piaceranno,
vi spedir i lucidi e i negativi. Si ferm. Il permesso?
Uhm... s, certo. Mio figlio era uno dei due
sommozzatori. E l'altro... be', non sar un problema.
Non posso crederci, mormor Ashley, scuotendo
la testa. Se mia madre dovesse scoprirlo, andrebbe
su tutte le furie. Non gli permetter mai di usare
quelle immagini.
Devo andare a parlargli? le chiese Travis. Si rendeva
conto che suo padre stava facendo qualcosa di
scorretto, tuttavia esitava a mettere il naso in affari
che non lo riguardavano.
Ashley sospir. Immagino di no. Sono adulti.
Lasciamo che sbrighino da soli le loro questioni. Per
quanto mi riguarda, non ho sentito nulla. Sbadigli.
Adesso preferisco rientrare. Guarder un'altra volta
le foto di tuo padre.
Ci vediamo domani, rispose Travis, evitando di
incontrare il suo sguardo. Non poteva fare a meno di
sentirsi a disagio e, quando suo padre termin la telefonata,
si alz e fece per andare nella sua cuccetta.
Dov' Ashley? chiese il signor Haley. E tu dove
stai andando? Credevo che voi due voleste vedere le
fotografie che ho appena sviluppato.
Era stanca, rispose Travis, passando con freddezza
accanto a suo padre. E lo sono anch'io.
E le immagini, Trav? insist l'uomo. Non vuoi
dare neanche un'occhiata?
Forse domani, disse Travis tra i denti, lasciando
suo padre solo sul ponte, a guardare le pinne dorsali
degli squali che, fuori bordo, nuotavano in circoli
infiniti.
La mattina successiva, la signora Dove si trovava
sul ponte quando Travis usc indossando la sua tuta
da sub. La donna era in piedi accanto ad Ashley e guardava
in mare, esaminando la ridda di sqbali che si agitavano
l sotto, con il braccio pesantemente fasciato
che sporgeva dalla sua rigida tuta da immersione. Travis
le raggiunse e si ferm al loro fianco, mentre
Ashley e la madre continuavano a fissare l'acqua.
Ha intenzione di fare un'immersione, oggi, signora
Dove? chiese, dopo averle rivolto un cenno di saluto
con la testa.
Ho addosso la mia tuta subacquea, mi pare, rispose
la donna con un evidente nervosismo nella voce.
Mamma, Travis te lo chiedeva solo perch ci sono
tutti questi squali, intervenne Ashley, alzando gli occhi
al cielo per poi scambiare uno sguardo con il suo amico.
Si stanno comportando in modo molto strano.
Mi dispiace, Travis, si scus la signora Dove, glaciale.
Ho perso due giorni di riprese e oggi  la mia
ultima occasione. Credo di essere un po' irritabile.
Forse dovrebbe portare con s nella gabbia questo
bastone antisqualo, sugger il ragazzo, prendendo
lo spesso strumento di metallo.
Credo che ne avr bisogno io, Travis, si fece
avanti Marcus Haley, comparso d'un tratto sul ponte,
togliendogli dalle mani il bastone.
Travis si volt verso suo padre e fu sorpreso di
vedere che indossava la tuta metallica.
Andr gi da solo, soltanto per qualche minuto,
Trav, lo inform. Non c' bisogno che tu venga con
me. Inoltre, gli squali sembrano molto eccitati. Un
paio di loro sono venuti a cozzare contro la barca,
poco fa. Non ho mai visto nulla del genere, perci non
voglio correre rischi. La muta metallica e questo bastone
saranno una protezione sufficiente.
La signora Dove si allontan da Travis e da suo
padre. Guard sua figlia, poi la macchina fotografica,
i respiratori e gli altri dispositivi d'immersione.
Mi aiuti, Ashley? Il braccio mi fa ancora un po'
male.
Dal momento che suo padre non aveva bisogno di
assistenza, Travis fece per dare una mano alla ragazza,
ma la signora Dove lo ferm con un cenno imperioso.
Senti, Travis, apprezzo i tuoi sforzi. E anche
se non ho detto niente, ti sono grata per ci che hai
fatto per me l'altro giorno. Ma Ashley e io possiamo
cavarcela anche da sole... ci siamo abituate.
Come vuole, rispose Travis, cercando di nascondere
il dispiacere.
Ashley gli lanci un'occhiata, levando di nuovo
gli occhi al cielo, mentre issava i pesanti respiratori
sulla schiena di sua madre. Mi dispiace, disse poi
a mezza voce.
I due ragazzi rimasero a guardare mentre la signora
Dove entrava nella piccola gabbia e dava il segnale
di calarla in acqua.
La gabbia affond tra le onde in pochi istanti, e
immediatamente le sagome scure degli squali cominciarono
a volteggiare attorno alle sbarre metalliche.
Poi, quando il signor Haley si tuff dalla poppa, qualcuna
di quelle bestie si diresse verso di lui, quasi volessero
decidere quale dei due fosse pi saporito. Cercando
di mantenere un'apparenza di calma, Travis e
Ashley rimasero immobili l'uno accanto all'altra, senza
distogliere gli occhi dai loro genitori.
Pu darsi che non rimarranno gi molto a lungo,
disse Ashley. Quando mia madre sentir i denti di qualche
squalo cozzare contro il metallo, decider...
Ma la ragazza si ferm a met della frase, gli occhi
sbarrati dalla paura. Oh, no! Ho capito tutto!
Che cosa? Capito che cosa? chiese Travis, sentendo
montargli dentro il panico.
Gli squali. Il motivo per cui si stanno accalcando
attorno alla barca! esclam.  per via delle loro
ampolle!
Travis aggrott la fronte. Delle loro cosa? sillab.
Che cosa sono le ampolle?
La voce di Ashley trem mentre spiegava il significato
di quel termine. Tutti gli squali hanno qualcosa
di simile a un sesto senso, che li aiuta a navigare.
Come un'antenna satellitare, annu Travis, guardando
il disco bianco che girava sul ponte.
Esattamente. Quelle degli squali sono chiamate
ampolle di Lorenzini, continu Ashley. L'ho letto
in quella magnifica enciclopedia sugli squali. A ogni
modo, Lorenzini era uno scienziato, e scopr le ampolle.
Sono come tubi pieni di gelatina che corrono tutto
attorno al muso e alla testa degli squali.
Sar anche stupido, Ash, ma non riesco a capire
quello che stai dicendo, si accigli Travis. Che cosa
c'entra questo con lo strano modo in cui si stanno
comportando gli squali?
Ti ricordi come il capitano Morris non abbia fatto
altro che vantarsi di tutte le nuove attrezzature elettroniche
che ha appena fatto installare? chiese Ashley.
S... ehi, aspetta un attimo! sbott Travis, cominciando
lentamente a seguire il ragionamento della
ragazza. La notte scorsa, quando mio padre aveva
con s il telefono cellulare, sul ponte, gli squali hanno
iniziato a urtare la barca!
Infatti, annu Ashley. Credo che chi ha installato
le nuove attrezzature, abbia combinato un bel
pasticcio, e che adesso la barca stia irradiando sott'acqua
della corrente elettrica che confonde gli squali!
Be', quello che dici sembra sensato, Ash, ribatt
Travis, profondamente impressionato. Ma perch sei
cos preoccupata?
Travis... gli squali sono dotati di quell'ampolla
anche per un'altra ragione, oltre che per la navigazione,
mormor la ragazza, prendendo poi un profondo
respiro. Le ampolle li aiutano a identificare le loro
prede. Possono percepire dei campi elettrici incredibilmente
deboli.
Allora  per questo motivo che si accalcano attorno
alle parti metalliche della barca e contro la gabbia.
Ed  anche il motivo per cui ci urtavano, visto che i
respiratori sono di metallo! A Travis si ferm il cuore
e si spalancarono gli occhi. Mio padre... ha addosso
la sua tuta di metallo!
Prima che chiunque potesse fermarlo, il ragazzo
si infil una bombola e una cintura zavorrata, afferr
il bastone a scoppio e si tuff nelle profondit azzurre
del mare. L'acqua pullulava di squali che eseguivano
una strana danza al di sotto della barca e tutto
attorno alla gabbia della signora Dove. Dapprima Travis
non riusc a localizzare suo padre, poi scorse il
luccichio della tuta metallica a circa una trentina di
metri di distanza.
Con la macchina fotografica che gli penzolava da
una cinghia fissata al petto, il signor Haley era una
vera e propria calamita per gli squali. Roteava il bastone
con entrambe le mani, come un battitore di baseball
che stesse effettuando una serie velocissima di
tiri da un distributore automatico di palle, ma parecchi
squali lo stavano gi strattonando per le gambe e
gli stavano mordendo il corpo. Il bastone di metallo
serviva a respingerli, ma per quanto ancora?
Travis si riemp i polmoni d'aria e si precipit in
suo aiuto. Non sapeva esattamente che cosa avrebbe
fatto, ma immaginava che con il bastone a scoppio
avrebbe potuto uccidere almeno uno squalo, e forse
aprire una via di fuga per il padre verso la superficie.
Il ragazzo non si accorse della sagoma mostruosa
che stava salendo dalle abissali profondit azzurre dell'oceano,
fino a quando non fu troppo tardi. Suo padre
non la vide mai. Era per consapevole di ci che stava
accadendo, perch una grande raffica di bollicine
d'aria port il suo urlo senza voce verso la superficie,
proprio mentre la parte inferiore del suo corpo scompariva
tra un terribile paio di ganasce dai denti affilati
come coltelli. Era in assoluto lo squalo pi grosso
che Travis avesse mai visto. Era lungo pi di sei metri
e il suo dorso grigio e l'addome candido erano indizi
sufficienti a capire che si trattava di un grande
squalo bianco.
Abbastanza vicino al padre da poterne vedere gli
occhi dilatati dal terrore, Travis grid insieme a Marcus
Haley, mentre la bestia gli stritolava il corpo attraverso
la pesante tuta metallica. Poi, mentre il mostruoso
squalo si inabissava di colpo, scomparendo nel blu
con quella sagoma accasciata e lucente stretta tra le
mascelle, Travis ud lo scoppio delle bombole del
padre che esplodevano e seppe che non ci sarebbe stato
un corpo da cercare. Ci che di lui era rimasto sarebbe
sprofondato sul fondale all'interno della pesante
tuta di metallo.
Agghiacciato dall'orrore, Travis si lasci trasportare
dalla corrente, mentre gli squali cozzavano contro
i suoi respiratori. Suo padre era morto, ma la sua
mente non poteva ancora accettare quello che i suoi
occhi avevano appena visto. Lentamente, mentre ogni
immagine cominciava a imprimerglisi nel cervello,
torn indietro in direzione della barca. A distanza, vide
la gabbia che veniva issata in superficie.
Travis! Travis! Ashley stava in piedi sulla piattaforma
di immersione. Tuo padre... Ma poi si
ferm e guard il ragazzo negli occhi. Tutto ci che
pot fare fu rimanere l, in silenzio, mentre Travis
usciva dall'acqua come un cieco, si toglieva le bombole
e si lasciava cadere sulla piattaforma.
Fu solo quando qualcuno lo ebbe trascinato sul
ponte che Travis si lasci andare a singhiozzare disperatamente.
Non poteva farsi una ragione di ci che era
appena accaduto, ma quello a cui davvero non poteva
credere era ci che stava accadendo adesso. Si trattava
del bip e delle scariche elettriche del telefono collegato
a terra, e della signora Dove che parlava al ricevitore.
Salve, parlo con Eyewitness News! stava dicendo,
senza rendersi conto di essere ascoltata. Mi chiamo
Deborah Dove. Ho appena fatto la pi incredibile
ripresa di un attacco di squali che si sia mai vista!


Megabocca.

La barca dallo scafo di legno verde scuro corroso dal
tempo, con la scritta Santa Maria dipinta a grandi lettere
su una fiancata,  grande a malapena perch i
quattro uomini che si stanno preparando a prendere
il largo possano prendervi posto con le loro reti. Mentre
si allontanavano dal molo nel buio che precede
l'alba, le onde li spruzzano di acqua salmastra e il
motore sferraglia sul mare di inchiostro, e li conduce
lontano dalle loro baracche e dalle loro famiglie
immerse nel sonno, laggi, a riva.
Le nuvole si diradano e la luce della luna irrompe
danzando sulle onde, mentre le reti vengono spiegate
e gettate fuori bordo. Lo spesso cordame affonda nelle
profondit del mare e gli uomini si dispongono a
trascinare le reti sperando, con questa pesca, di sfamare
le loro famiglie per almeno un'altra settimana.
Le onde si gonfiano e fanno oscillare pericolosamente
la barca. Gli uomini ne sono stupiti perch 
una notte senza vento e il mare dovrebbe essere piatto.
D'un tratto vedono avvicinarsi quella che sembra
la parte emersa di un'isola, soltanto che l'isola ha
una pinna mostruosa che si solleva nel buio, al di
sopra delle loro teste.
 tornato! grida un vecchio pescatore.
Poi la luce della luna svanisce e gli uomini vedono
soltanto una massa in movimento formata da cartilagini
e da denti. Met della barca scompare nelle
sue fauci e lo scafo di legno viene frantumato come
un guscio di noce.
Grida disperate squarciano la notte. Denti frastagliati
larghi come lame di badile lacerano le carni e
rompono le ossa. Fiumi di sangue si riversano nell'acqua
cupa del mare e l'ultima immagine che gli
uomini riescono a cogliere  quella dei loro corpi che
scompaiono in quella caverna oscura che  l'enorme
bocca del mostro. Poi l'isola vivente si inabissa,
lasciando in superficie solo schegge della barca, frammenti
di quelli che erano stati esseri umani e reti vuote
trascinate dalla corrente.
Pap! Mamma! url Ruben Ortiz. Aiuto! Aiuto!
La luce si accese e i genitori accorsero al letto del
ragazzo. Ruben sedeva impalato, con gli occhi aperti a
met, e mulinava le braccia davanti a s, quasi stesse cercando
di sottrarsi alla presa di qualche aggressore.
Svegliati, Ruben! grid sua madre.  solo un
brutto sogno!
S, ragazzo mio. Hai avuto un incubo, lo rassicur
il padre, massaggiandogli le gracili spalle.
Ruben scosse la testa. No, no! Era vero! Era uno
squalo vero, e ha ingoiato una barca da pesca, una barca
simile a quelle dei pescatori di Isla Perdido.
Ma, Ruben, non siamo ancora andati su quell'isola,
gli fece notare suo padre. Come puoi sognare
un posto che hai visto solo in fotografia?
Tuo padre ha ragione, gli fece eco la madre, mentre
gli accarezzava i capelli folti e neri come il carbone,
identici ai suoi. E poi nessuno squalo, neppure
un grande squalo bianco, potrebbe ingoiare un intero
peschereccio.
Ruben socchiuse gli occhi per schermarli dalla luce
vivida della lampadina che pendeva nuda dal soffitto.
L'albergo di quel villaggio di pescatori in Costa
Rica non offriva nulla che si avvicinasse al lusso da
cui era circondato a Mexico City.
I suoi genitori, il dottor Reynaldo Ortiz e la dottoressa
Alma Ortiz, entrambi famosi paleontologi dell'Universit
del Messico, avevano dedicato quasi tutta
la loro carriera a girare il mondo alla ricerca di resti
fossili di animali preistorici. Lavoratori infaticabili e
ben retribuiti, per gli straordinari ritrovamenti che condividevano
con i musei di tutto il mondo, gli Ortiz
adesso vivevano in una sfarzosa villa sulle colline che
dominavano Mexico City.
Ruben si calm e desider con tutto il cuore di trovarsi
nel suo letto, anzich a migliaia di chilometri a
sud-est di casa, in attesa, insieme ai suoi genitori, di
imbarcarsi su una nave che li avrebbe portati su un'isola
a quaranta miglia al largo dalle coste dell'Oceano
Pacifico. L'isola si chiamava Isla Perdido, Isola Perduta,
ed era un frammento di terra rocciosa a forma di
lacrima che si era solidificato attorno a un vulcano spento.
Vi abitavano parecchie decine di famiglie che da
generazioni vivevano nel villaggio sul porto.
Gli Ortiz avevano appreso che l'isola doveva quel
nome alla sua remota collocazione geografica e a certe
strane leggende che la riguardavano, leggende di
pescherecci svaniti nel nulla e di uomini salpati per non
fare mai pi ritorno. Le leggende parlavano anche di
schegge di legno, di frammenti di ossa e di enormi denti
triangolari gettati dalle maree sulle rive rocciose.
I genitori di Ruben avevano deciso di esplorare
Isla Perdido in seguito a una scoperta che avevano fatto
parecchi mesi prima. Si trovavano in Costa Rica, a
scavare alla ricerca di fossili interrati vicino alla riva,
quando, un giorno, Alma Ortiz aveva notato un contadino
intento a dissodare la terra, vicino agli scavi.
Il vecchio stava estirpando le erbacce che crescevano
tra i filari di grano coltivato sul fertile terriccio
color caff, quando la sua vanga aveva attratto l'attenzione
di Alma. La lama di quell'utensile aveva forma
triangolare e sembrava essere stata ricavata da un
osso. La dottoressa Ortiz aveva immediatamente supposto
che si trattasse di un fossile di quell'area e aveva
subito proposto al contadino di venderglielo per
venti pesos. L'uomo aveva accettato con entusiasmo
quella somma che, per quanto esigua, era pi di quanto
avrebbe guadagnato in un mese di lavoro. Per giunta,
come aveva spiegato alla paleontologa, avrebbe
sempre potuto barattare della farina con i pescatori di
Isla Perdido, in cambio di un'altra lama per la vanga.
La dottoressa Ortiz era tornata in gran fretta all'accampamento
per mostrare l'oggetto a suo marito, che
stava marcando e catalogando dei ritrovamenti. L'uomo
aveva esaminato attentamente la lama triangolare
con una lente di ingrandimento.
Sembra un dente fossile, Alma, aveva detto Reynaldo
Ortiz a sua moglie. Potrebbe appartenere a un
Carcharodon megalodon. Non pensavo che in Centro
America si potessero trovare fossili dei grandi squalibianchi del Miocene, ma questo dente ha la stessa
forma e lo stesso orlo frastagliato degli altri esemplari
che mi  capitato di vedere.
Lo so, aveva risposto Alma, srotolando un metro
e misurando le dimensioni del reperto. Ma questo
dente  lungo pi di venti centimetri!
 proprio questo a incuriosirmi, aveva risposto
Reynaldo, grattandosi la testa. Un dente di venti centimetri
dovrebbe appartenere a uno squalo lungo almeno
ventiquattro metri!
Perci stai dicendo che, se questo fosse davvero
un dente di Carcharodon megalodon, nelle sue fauci
potrebbero starci una mezza dozzina di uomini!
Impossibile! aveva mormorato Reynaldo, grattando
via la terra dal dente e osservando attentamente
la sua superficie. Poi, d'un tratto, aveva alzato
lo sguardo e aveva fissato la moglie. Dobbiamo
andare a Isla Perdido. Potrebbe trattarsi di un colossale
abbaglio, ma potrebbe anche rivelarsi la pi
grande scoperta della nostra carriera.
Ma abbiamo ancora molto da fare con gli scavi
fossili di questo sito, aveva ribadito Alma. Non pu
aspettare fino a quando non avremo...
No! aveva quasi gridato il marito, al colmo dell'eccitazione.
Non ti rendi conto di quanto sia incomparabilmente
importante questa scoperta? Questo dente
proviene da una creatura vivente!
E adesso Alma, Reynaldo Ortiz e il figlio si trovavano
l, seduti su una barca di approvvigionamento che
fendeva il mare grosso, nella traversata di quaranta
miglia che separava il Costa Rica da Isla Perdido. Ruben
stava in piedi davanti al parapetto e fissava l'acqua blu.
Accanto a lui erano accatastate le borse da viaggio della
famiglia e l'attrezzatura da sub. Erano tutti e tre buoni
sommozzatori, perch avevano trascorso pi di una
vacanza a esplorare le acque poco profonde vicino ad
Acapulco, alle Hawaii e alle Bahamas. Ma anche se
questo viaggio capitava al termine della scuola, Ruben
non lo considerava una vacanza. Con tutti quegli orribili
sogni che lo avevano tormentato, non poteva fare
a meno di vedere questo viaggio come un incubo.
Non riusciva a togliersi dalla testa quelle immagini
raccapriccianti. Era quasi come se, ogni notte, anche lui
venisse catturato dall'enorme creatura dei suoi incubi e
ingoiato insieme agli sventurati pescatori.
I genitori di Ruben, gi abbastanza impensieriti
dal grande squalo bianco del Miocene al quale intendevano
dare la caccia, erano molto turbati dagli incubi
del ragazzo. Anche se i loro sonni non erano funestati
da quella bestia, come capitava a lui, da quando
erano tornati dagli scavi in Costa Rica non riuscivano
a parlare d'altro che del dente gigantesco e dello
squalo mostruoso al quale apparteneva.
Cercando di capire il motivo per cui sua madre e suo
padre erano cos preoccupati da questa particolare spedizione
(dopotutto, i dinosauri fossili non costituivano
certo una novit per loro), Ruben cominci a leggere gli
articoli sul Carcharodon megalodon che aveva trovato
impilati sulla loro scrivania. Se lui e i suoi genitori dovevano
andare su quell'isola persa nel nulla, basandosi unicamente
sulla scoperta di quel fossile di dente di squalo,
Ruben voleva sapere quanto pi possibile in proposito.
Gli fu sufficiente leggere un solo articolo per rendersi
conto del motivo per cui la spedizione dei suoi
sarebbe stata tanto importante. Fino al loro ritrovamento,
i resti fossili di grandi squali bianchi mostravano che
quella bestia poteva misurare fino a dodici metri, abbastanza
da inghiottire un cavallo. Ma questa creatura preistorica
che avevano intenzione di cercare nelle acque
di Isla Perdido con ogni probabilit era grande il doppio,
ed era capace di inghiottire una balena!
Megabocca: cos Ruben aveva soprannominato il
gigantesco squalo quando aveva sentito i suoi genitori
descrivere il mostro ai loro increduli amici durante
una festa. Il dente  reale, non  un fossile! aveva
detto suo padre a un suo collega paleontologo, con
un'eccitazione infantile. Capisci che cosa significa?
Ruben, che stava origliando la conversazione, aveva
capito subito a cosa stava alludendo suo padre. Il
mostro poteva essere l, da qualche parte... e poteva
essere vivo! La sua immaginazione prese a galoppare
a briglie sciolte, e da quella notte stessa ebbero inizio
i suoi orribili incubi, che erano andati sempre peggiorando,
fino a quel suo ultimo sogno, in cui lo squalo gigantesco ingoiava intere barche, barche come
quella sulla quale si trovava in quel momento.
Pentito di aver implorato i suoi genitori di condurlo
con loro in quel viaggio, adesso Ruben non desiderava
altro che starsene tranquillo sul bordo della sua
piscina a Mexico City. Ma allora gli era sembrata una
tale avventura... e i suoi sogni, dopotutto, non erano
veri... non era cos, forse?
Tre brevi fischi della sirena sul ponte segnalarono
che la nave era giunta in prossimit dell'isola. Immediatamente
il cuore di Ruben affrett i suoi battiti.
Vide dei bambini correre lungo il molo che si protendeva
per tre metri nell'acqua. Erano tutti sorridenti
e agitavano festosamente le braccia. La barca attraccava
l solo una volta a settimana, portando cibo, medicine,
posta e altri rifornimenti per quella piccola isola
tanto distante dalla civilt.
Il motore borbott mentre il capitano invertiva la
marcia delle eliche per rallentare l'imbarcazione stracarica.
Ruben guard le piccole barche da pesca legate
lungo il molo di legno e le reti da pesca stese ad
asciugare sulle palizzate. Subito il sangue gli si ghiacci
nelle vene e lui si chin in avanti, a occhi sbarrati.
Che cosa c', figliolo? gli chiese suo padre, che
era appena salito sul ponte e aveva osservato la faccia
di Ruben farsi pallida per la paura.
Quella... quella barca, pap, balbett il ragazzo.
Quella che quei quattro uomini stanno trascinando
a riva...
S, la vedo. Che cos'ha di particolare?
...  verde scuro, pap, insist Ruben, con un
fremito nella voce.  la barca che ho sognato.
La luce giallo arancione del sole del tardo pomeriggio
danza sulle creste delle onde. Una lucente barca
di otto metri azionata da un motore palpitante rimbalza
sull'acqua come un sasso scagliato di piatto.
Un uomo dall'espressione dura che porta occhiali da
aviatore e una rigida uniforme militare  al timone
dell'imbarcazione, mentre una donna dai capelli neri
perlustra l'orizzonte con un binocolo.
L'uomo controlla il quadro degli strumenti e comunica
alla donna che si trovano a circa cinque miglia
a ovest del villaggio, poi si ferma e getta l'ancora. La
barca oscilla come un tappo di sughero mentre l'uomo
aiuta la donna a infdare le bombole da sub.
Improvvisamente, un'immensa ombra nera oscura
l'acqua del mare sotto la barca. Il beccheggio si
fa pi violento e l'imbarcazione cigola spaventosamente.
Prima che i due riescano a trovare un appiglio
per sorreggersi, la barca si capovolge e l'uomo
e la donna vengono sbalzati in mare.
L'ombra si solleva sopra i due, inermi, che lottano
per tenersi a galla tra le onde ribollenti. Si sente
un suono simile a un risucchio mentre l'acqua viene
attratta all'interno di una cavit.  la bocca della
creatura, e l'uomo e la donna vengono trascinati al
suo interno, in balia di un invincibile risucchio, simile
a quello di un gorgo. I loro tentativi di opporre resistenza
sono inutili e la morte si abbatte velocemente
su di loro, mentre una schiera di frastagliati denti
triangolari comincia a fare il suo lavoro. Subito la
caverna sottomarina, che altro non  se non la smisurata
estensione delle fauci dello squalo, si riempie
di fiotti di sangue caldo.
Ruben si svegli madido di sudore. Si trovava nella
piccola baracca che la gente del villaggio aveva assegnato
ai suoi genitori perch vi si accampassero. Il sole
era gi alto nel cielo. Aveva dormito fino a tardi dopo
una notte disturbata. Aveva sognato di nuovo il mostro.
Mentre stava steso sul letto cercando di trovare la
forza per alzarsi, Ruben divenne improvvisamente
consapevole delle grida e dei gemiti che provenivano
da fuori. Scost la zanzariera che pendeva sul letto
e balz a sedere. Dalla finestra l presso poteva
vedere la spiaggia dove, sul molo, erano raccolte parecchie
donne attorniate dai loro bambini. Stavano piangendo
e scrollavano la testa, incredule. Poi Ruben si
accorse che i suoi genitori si trovavano tra loro. Salt
gi dal letto, si vest in fretta e furia e corse sul molo.
Quando arriv, si era gi raccolta una piccola folla.
Cogliendo frammenti di conversazioni concitate,
Ruben giunse a capire che una barca da pesca aveva
preso il mare prima dell'alba e non era ancora tornata.
Altri pescatori che erano partiti con loro erano rientrati
un'ora prima, con una rete in pi. L'avevano trovata
che fluttuava sulle onde, a circa cinque miglia a
ovest, dove l'acqua non era alta pi di quindici metri,
a causa di un costone vulcanico che si era formato sotto
la superficie. Milioni di pesci si raccoglievano l
attorno, in cerca di cibo, ma la maggior parte dei pescatori
si teneva alla larga da quella zona, intimorita da
tutte le spaventose leggende che vi aleggiavano.
Parecchia gente del villaggio stava esaminando la
rete ritrovata, strappata in parecchi punti e con frammenti
di stoffa impigliati nelle maglie, insieme a quelli che
parevano brandelli di carne umana. Gli abitanti del villaggio
si stavano anche passando di mano in mano un
oggetto e, guardandolo, annuivano. Si trattava di un grande
dente triangolare e biancastro.
Ruben si fece largo fino ai suoi genitori, al centro
del gruppo. Vide suo padre parlare con alcuni vecchi,
ai quali faceva domande sulle altre sparizioni avvenute
in passato. La madre di Ruben si teneva pi discosta
e scuoteva la testa con espressione preoccupata.
Il ragazzo le si avvicin e le sfior una spalla. La
barca scomparsa aveva un nome, mamma? chiese
Santa Maria, rispose assente la donna, guardando
verso il mare. Era la barca verde che tu e tuo padre
stavate indicando ieri, mentre entravamo in porto.
Ruben cerc di calmare il battito martellante del
suo cuore. Q... quanti uomini mancano, mamma?
balbett.
Quattro, rispose la donna. Ho appena chiamato
la guardia costiera sulla radio a onde corte. Hanno
una nave in zona e, se non altro, possono mettere in
mare una scialuppa di soccorso.
Una scialuppa di soccorso? ripet Ruben. Ma la
maggior parte di quelle navi non ha degli elicotteri, a
bordo? Con quelli, la ricerca sarebbe molto pi facile.
Il capitano ha detto che il loro unico elicottero 
gi fuori, in missione, ribatt Alma Ortiz. Ma mi
ha assicurato che la scialuppa di salvataggio  molto
veloce. Pu coprire facilmente una grande distesa di
oceano in breve tempo.
Ruben non poteva ignorare la terribile angoscia che
lo stava rodendo. Poi sent a distanza il rombo di un
motore potente e ben presto scorse una barca lucente,
lunga all'incirca otto metri, che si avvicinava a tutta
velocit. Come si fece pi vicina, cavalcando le onde,
Ruben vide che al timone c'era un uomo dall'espressione
dura con un paio di occhiali da aviatore.
Poi sent la mano di sua madre posarglisi su una spalla.
Puoi fare una corsa alla baracca a prendermi
maschera e pinne? gli chiese. Uscir con la barca.
Ruben fece un balzo all'indietro, come se fosse
stato colpito da una scossa elettrica. Scosse la testa e
sollev le mani. Una paura tremenda gli serrava la
gola impedendogli di parlare.
Cosa c' che non va? gli chiese sua madre,
vedendo la sua faccia contrarsi dall'ansia. Sembra
che tu abbia appena visto un fantasma. Si interruppe
mentre un pensiero le si affacciava alla mente, e
subito aggrott la fronte per la preoccupazione. Hai
avuto un altro dei tuoi incubi, tesoro?
Ma Ruben non era in grado di rispondere. Si volt
e corse via dal molo, verso la baracca, cercando di convincersi
che il sogno che aveva fatto sugli uomini della
Santa Maria non era stato che una coincidenza...
proprio come il sogno di quella notte. Dovevano esserci
molte altre barche da pesca chiamate con nomi di
santi, e c'erano innumerevoli motoscafi di otto metri
governati da capitani dall'espressione dura. E... s,
anche se sua madre aveva i capelli neri - proprio come
la donna che nel suo incubo veniva divorata dallo squalo- non si trattava che di questo: un incubo.
Tuttavia, per quanto si sforzasse di ripetere a se
stesso questi confortanti ragionamenti, Ruben non
poteva impedirsi di credere che i suoi sogni fossero
delle finestre aperte sul futuro. Cerc di temporeggiare
nella baracca, nella speranza che il motoscafo
partisse per la sua missione senza sua madre. In questo
modo i suoi incubi non si sarebbero potuti avverare. Ma
ben presto sua madre irruppe dalla tenda che schermava
la porta con un'espressione irritata sul volto.
Il tenente dice che la zona che dobbiamo perlustrare
 lontana. Se non partiamo subito, non ci rimarr
che un'ora di luce per le ricerche sul posto. Si mise
le mani sui fianchi e fiss Ruben con severit. Ora
ascoltami, Ruben. Voglio che tu la smetta immediatamente
con queste sciocchezze. Devo partire, subito.
Mamma, devi proprio andare? Non pu andare qualcun
altro? implor il ragazzo, con voce malferma.
Dov' pap? Non ti lascerebbe partire, se fosse qui.
La dottoressa Ortiz si avvicin a suo figlio e lo
abbracci. Pap  andato alla baracca di un vecchio
del villaggio per intervistarlo. Alcune persone dicono
che quell'uomo abbia visto il grande squalo bianco
proprio con i suoi occhi. E... no, tuo padre non cercherebbe
di trattenermi dal prendere parte alle ricerche
della barca scomparsa. Anzi, se fosse qui verrebbe
di certo anche lui.
Ruben strinse forte sua madre. Ti prego, mamma,
ho paura. Io... ho fatto un sogno e...
Ma sua madre si limit a sorridere e gli premette
un indice sulle labbra. Sssh. Tu sogni troppo, figlio
mio. Sar di ritorno prima che tu metta la testa sul
cuscino, questa notte, perci smettila di preoccuparti
in questo modo.
Con queste parole, la donna dalla capigliatura corvina
arruff i capelli del ragazzo, prese le pinne e la
maschera e lasci Ruben immobile nella baracca.
Qualche istante pi tardi, affacciato alla finestrella,
Ruben la guard camminare fino al molo e caricare
le sue bombole a bordo del motoscafo. Il sole era alto
nel cielo e gettava un bagliore arancione sull'acqua,
mentre l'imbarcazione si allontanava a tutta velocit
rimbalzando sulle onde come un sasso.
Il sole si sta levando all'orizzonte mentre Ruben
si immerge a sei metri di profondit, seguendo suo
padre. L'acqua trasparente  talmente tiepida che
sembra di immergersi in un bagno termale. Il padre
indossa la tuta di gomma rossa, sopra al costume.
Dapprima Ruben non riesce a capire perch l'acqua
dell'oceano sia cos calda, poi si rende conto che
la secca vulcanica che si trova a dieci metri di profondit
 come un immenso termosifone.  il calore emanato
dal primordiale nucleo interno della Terra a permettere
al plancton di crescere cos rigoglioso da
attrarre la moltitudine di pesci che Ruben vede guizzare
tutto attorno alla sua maschera.
D'un tratto il ragazzo si accorge che il fondale scuro
dell'oceano comincia a muoversi. Un terremoto, pensa,
ma come mai non c' nessun rimbombo? Serra tra
i denti il suo boccaglio, in preda al panico, mentre il
fondo dell'oceano si solleva verso di lui.
Ma non  il fondale dell'oceano a muoversi.  uno
squalo. Uno squalo talmente grande che il suo dorso
verdastro sembra una montagna sottomarina. Sconvolto
da quello spettacolo, il padre di Ruben smette
di nuotare e si gira verso il figlio. I loro occhi si incontrano
e Ruben vede il suo stesso terrore riflesso nel
vetro della maschera del padre.
Megabocca spalanca le fauci e Ruben si sente
risucchiato nell'apertura cavernosa di quella gola
smisurata. Denti pi grandi di lame di badile, affilati
come rasoi, dritti come soldati sull'attenti, sono in
attesa di triturarlo.
Gli occhi immobili del mostro, privi di palpebre, pi
grandi di un pallone da calcio, lo fissano con freddezza,
mentre lui, urlante, viene trascinato verso la morte.
Ruben si sente dilaniato da un morso, vede i denti seghettati
affondare nella carne... poi tutto diventa buio.
Ruben! Ruben! Svegliati, figliolo! Reynaldo
Ortiz sembrava in preda a un attacco isterico, mentre
stava chino sul figlio e lo scuoteva con forza. Tua
madre non  tornata! Dobbiamo andare a cercarla!
Ruben aveva gli occhi spalancati e la bocca impietrita
in uno sbadiglio... oppure si trattava di un urlo muto?
Ruben! grid il padre, mentre con una mano
teneva sollevata sul letto una fumosa lampada a kerosene.
Ruben, cosa ti succede? Svegliati, figlio mio!
Si avvicin ancora e gli afferr freneticamente il polso.
Non sent una sola pulsazione. Ma come poteva
essere? Non c'erano segni sul corpo del ragazzo. Eppure
era freddo... molto freddo.
Urlando come se fosse uscito di senno, Reynaldo
Ortiz corse fino al molo e gett la sua attrezzatura da sub
su una vecchia barca ormeggiata. Salt a bordo e avvi
il motore, mentre un fiume di lacrime gli scorreva sul
volto. All'ultimo momento, un istante prima di sciogliere
la gomena, balz di nuovo sul molo e afferr la tuta di
gomma rossa. La infil e chiuse la cerniera fino al collo,
per proteggersi dal freddo mattutino, poi si gett a
tutta velocit nel buio pi fitto verso occidente, gridando
prima il nome di sua moglie, poi quello di suo figlio.

 Il Vecchio Puntabianca.

Adesso sono vecchio, ho i capelli bianchi e un reticolo
di rughe profonde che mi solcano il volto. Ho
passato tutta la mia vita, pi di sessantacinque anni,
a Bora Vatu, uno scoglio verde perso nell'immensit
marina che i turisti che vengono da queste parti chiamano
Oceano Pacifico meridionale.
Non sono ricco ma la mia vita  serena. Coltivo
ananas e canna da zucchero nel mio piccolo appezzamento
di terra appena fuori Turka, l'unica citt della
nostra isola. Ogni giorno, all'alba, mi alzo e sveglio
mio nipote, Manu, che vive con me da quando
mio figlio e sua moglie se ne sono andati.  un bravo
ragazzo, piuttosto robusto per avere solo quindici anni.
Manu e io carichiamo il nostro carretto di noci di
cocco, di ananas e di canna da zucchero, poi lo spingiamo
gi per la strada sterrata che porta fino al molo
davanti al Royal Turka Hotel, l'edificio pi grande di
tutta Bora Vatu. Una volta l, apriamo due noci di cocco,
ne beviamo il latte e ne mangiamo la polpa bianca
e soda. Tagliamo un ananas in piccoli pezzi e lasciamo
che ci si sciolgano in bocca. Infine stacchiamo gli steli
della canna da zucchero e, dopo averne liberato il midollo,
assaporiamo il loro dolce succo.
Vendiamo questi deliziosi spuntini ai turisti che affollano
il molo la mattina di buon'ora. Molti indossano
vistose camicie a fiori e sono cosparsi di una crema
bianca e profumata che usano per proteggersi dal sole.
Alcuni fanno una crociera in catamarano attorno alla
nostra isola, mentre altri noleggiano piccole barche per
fare giri turistici o per pescare nell'enorme laguna che
si estende dal molo fino all'estremit della barriera
corallina, per quasi un chilometro.
Con il passare degli anni mi sono abituato alla voce
alta e alle maniere scortesi dei turisti. Loro non conoscono
le usanze di Bora Vatu, n se ne curano. Per
quanto mi riguarda, ho smesso di prendermela quando
mi si rivolgono gridando Ehi, tu!, o quando toccano
senza riguardo la mia merce e mi sventolano il
denaro sotto il naso, ma mio nipote Manu non sopporta
di essere trattato in questo modo. Certi giorni,
mentre spingiamo il carretto verso casa, mi parla dei
suoi progetti di lasciare Bora Vatu per andare a Samoa,
o in America.
Non c' niente, qui, nonno Mosi, mi dice. Che
cosa potrei fare? Il cameriere, o la guida? Non voglio
passare la vita a prendere ordini dai turisti. Che razza
di esistenza sarebbe?
C' sempre il podere, Manu, gli rispondo. Tuo
padre e tua madre se ne sono andati. La terra sar tua,
quando sar venuto il mio tempo.
Manu cerca di nascondere i suoi sentimenti, quando
parla con me, ma so che non vuole rimanere qui.
Non vuole vivere della terra. Non vuole andare a pesca
di tonni e di bonito. Non ha mai imparato a nuotare
con gli squali come facevamo noi, quando ero ragazzo.
Manu non crede nelle vecchie usanze.
Anche la madre e il padre di Manu, mio figlio Langa
e sua moglie Tupu, erano fatti cos. Osservavano
con invidia gli idrovolanti a due motori carichi di gente
a cui il denaro usciva da ogni tasca. Sfogliavano le
pagine delle riviste di moda che vengono vendute al
negozio di souvenir dell'hotel. Guardavano i film e
gli spettacoli televisivi americani. E ben presto Langa
e Tupu cominciarono a fantasticare di lasciare Bora
Vatu. Parlavano di andare alle Hawaii a inseguire i
loro sogni.
Alla fine, quando la mia adorata moglie, la nonna
di Manu, mor, e io non ebbi pi la forza di difendere
le nostre tradizioni, diedi a Langa e a Tupu la mia
benedizione. Un mese dopo si imbarcarono per le
Hawaii. Tupu portava in braccio Manu, che era solo
un bimbo, e sal a bordo del piccolo idroplano dietro
a mio figlio. Sarebbero volati fino a Samoa insieme
a una decina di turisti, e da l avrebbero preso un aeroplano
che li avrebbe portati a Honolulu, dove intendevano
cominciare la loro nuova vita.
Non potr mai dimenticare quel terribile giorno.
Stavo raccogliendo lumache di mare nella laguna,
quando vidi l'idroplano sollevarsi da terra. E d'improvviso
sentii il motore tossire. Il cuore mi balz in
gola mentre il velivolo precipitava gi dal cielo, tuffandosi
nelle acque appena fuori dalla laguna, dove
la barriera corallina incontra l'oceano e si getta nell'oscurit
degli abissi.
Corsi fino a riva, gridando. Potevo vedere, a distanza,
l'idroplano ridotto in pezzi e i corpi che galleggiavano
tra le onde. Dal molo, i primi soccorritori balzarono
sulle barche per andare in cerca dei sopravvissuti.
Io presi la canoa e remai con tutte le mie forze,
pregando dal pi profondo del cuore che gli di
salvassero mio figlio, Tupu e Manu.
Ma gli squali arrivarono prima di me, attratti dal
sangue che sgorgava dai corpi feriti. Pieno di orrore,
guardai le bestie dilaniare le carni, poi vidi due turisti
urlanti che erano stati gettati fuori dal relitto. Caddero
in acqua dopo aver fluttuato a mezz'aria come
meduse, nei loro giubbotti salvagente, e io sapevo ci
che loro ancora non sapevano, ossia che la loro paura
avrebbe attratto gli squali. E cos accadde.
Non potei fare altro che assistere allo spettacolo
disgustoso delle creature fameliche che spuntavano
sotto di loro da ogni direzione, per trascinarli verso il
fondo nella schiuma rosata.
Infine, in mezzo ai resti del relitto distrutto, vidi
lui, il Vecchio Puntabianca. Il suo corpo era pi largo
di quanto ricordassi, pi lungo e pi ampio della mia
canoa. Si mise a tracciare dei cerchi nell'acqua attorno
a me, poi prese a nuotare a pelo d'acqua, e la pinna
dorsale dalla punta bianca emergeva dalla superficie
del mare proprio davanti alla mia prua. Pregai
che quel lucente triangolo mi conducesse fino ai
miei famigliari.
Le mie preghiere vennero esaudite... ma solo in
parte. Miracolosamente, il Vecchio Puntabianca mi
guid attraverso i corpi smembrati senza prestare
nessuna attenzione alla frenesia dei suoi famelici
compari. Mentre seguivo l'enorme pinna dalla punta
candida, mi guardavo disperatamente attorno, alla
ricerca di qualche segno della presenza di Langa, di
Tupu e di Manu.
Alla fine udii il pianto acuto di un bambino. L,
proprio sopra il muso del Vecchio Puntabianca, galleggiavano
i corpi senza vita ma intatti di mio figlio
e di sua moglie. Nell'acqua, vicino alla madre, c'era
Manu, che strillava e si teneva a galla annaspando
come un cagnolino. Era gi un gran nuotatore, come
tutta la gente di Bora Vatu.
Quando vidi mio nipote ringraziai il cielo, lo presi
tra le braccia e lo abbracciai per un lungo istante. Poi
adagiai il bambino nella canoa e, con le lacrime agli
occhi, ripescai i corpi di Langa e di Tupu. Quando mi
diressi verso riva, i soccorritori stavano scaricando i
loro fucili contro gli squali, che continuavano a banchettare
senza piet. Quanto al Vecchio Puntabianca,
scivol silenziosamente nelle onde gelide e si inabiss
nell'oscurit oltre la scogliera sottomarina, come se, in
qualche modo, avesse percepito l'odio degli uomini.
Da quando Manu vive con me, gli ho raccontato
parecchie volte la storia del suo salvataggio. Da bambino
voleva sempre che gliela raccontassi daccapo,
ma adesso il mio giovane nipote  quasi un uomo fatto
e, quando gli parlo del Vecchio Puntabianca, mi
prende in giro.
Sono troppo cresciuto per credere alle favole,
nonno, mi dice. Il Vecchio Puntabianca  solo una
stupida leggenda.
Anche se non parlo pi del grande squalo con il
mio incredulo nipote, la sua immagine  sempre nei
miei pensieri. Quando lavoro, quando mangio, quando
dormo, Puntabianca  l con me.
Anche ieri, mentre Manu e io coprivamo il carretto
e ci apprestavamo a tornare a casa, pensavo a lui e
sorridevo. Ma il mio sorriso svan quando levai lo
sguardo su mio nipote e vidi il suo bel viso dalla carnagione
bruna oscurato come dalle nuvole di un temporale.
Sembri preoccupato, Manu, sospirai. Dimmi,
cosa c' che non va?
Cosa c' che non va? rispose di getto, alterato.
C' molto che non va, nonno. Sono...
Ma prima che potesse buttar fuori tutta la sua rabbia,
un'esplosione tale da frantumare i timpani riecheggi
nella laguna. Guardai verso il mare e vidi due
giovanotti che ridevano e si davano pacche sulle spalle,
a bordo di una barca che si trovava a parecchie centinaia
di metri da noi.
Quei due si sono fermati al nostro carretto per
comprare dell'ananas, prima di andare a noleggiare
la barca, disse Manu con la voce fremente di collera.
Hai visto cosa portavano nella custodia della macchina
fotografica?
No, risposi, ancora scosso dall'esplosione. Ero
occupato a servire spuntini e a dare il resto.
La custodia era piena di petardi, nonno Mosi,
sillab Manu. Grandi petardi. Li chiamano H-80. Ho
sentito che ne parlavano mentre si preparavano ad
andare a pesca.
Improvvisamente un'altra esplosione assordante
squarci il mare, poi un'altra e un'altra ancora. Strinsi
i miei vecchi occhi per mettere a fuoco i due giovani
e li vidi raccogliere i pesci e gettarli a bordo della
loro barca a noleggio, per poi sventrarli con dei coltellacci,
ridendo sguaiatamente.
Attraccate subito la barca! grid il poliziotto di
servizio attraverso un megafono. Vi ordino di smetterla
immediatamente e di riportare l'imbarcazione al
molo!
Manu scosse la testa, amareggiato. Il poliziotto
sembra furioso, ma si limiter ad abbaiare.
Annuii mestamente, mentre riprendevo a spingere
il carretto. Mi feriva sentire un giovane cos sfiduciato,
ma sapevo che Manu aveva ragione. Avviandosi
lungo la riva, sulla via di casa, borbottava tra s.
Avrei voluto consolarlo, ma non avevo argomenti.
I proprietari dell'hotel andranno dal magistrato e
spiegheranno quanto i turisti siano importanti per l'economia
di Bora Vatu, si lament Manu. Gli uomini
saranno diffidati, ma non puniti. La gente d retta
soltanto alla lingua del denaro, nonno Mosi, mi disse
accigliato. Si mostreranno sordi alla ragione.
Mentre ascoltavo le sue parole, fissavo l'acqua turchese.
I due giovani che avevano sparato i petardi
adesso stavano pilotando la loro piccola imbarcazione
verso il molo. Lo sgradevole odore della polvere
da sparo e del pesce morto satur l'aria mentre i due
legavano la gomena sotto lo sguardo attento del poliziotto.
Di quando in quando l'ufficiale in uniforme
soffiava nel suo fischietto e faceva segno ai curiosi di
togliersi di mezzo.
Mi accorsi che uno dei pesci massacrati era un giovane
squalo puntabianca della barriera. Era uno dei
tanti che dividevano il mare con noi, apparteneva al
genere di quelli con cui nuotavo quando ero ragazzino.
Le lacrime mi riempirono gli occhi.
Che cosa hai visto, nonno Mosi? mi chiese Manu
con un tono di voce raddolcito, adesso che vedeva la
mia tristezza.
Lo guardai negli occhi. Le esplosioni e lo squaloucciso mi hanno richiamato alla mente immagini
che avevo dimenticato, Manu.
Parlamene, nonno, mi sollecit, mostrando un
premuroso interesse.
 una di quelle che tu chiami favole per bambini,
risposi, senza riuscire a nascondere l'amarezza
nella mia voce.  solo una stupida leggenda.
Voglio sentirla, insist Manu, con dolcezza. Per
favore, nonno Mosi, parlami dei tuoi ricordi.
E cos, mentre camminavamo verso casa, raccontai
a Manu di un tempo lontano in cui a Bora Vatu non
c'erano ancora alberghi, turisti e... petardi.
Accadde pi di cinquantanni fa, cominciai. Era
il periodo della grande guerra, e io ero pi giovane di
quanto tu sia adesso, ma lo ricordo con chiarezza. La
laguna era troppo poco profonda per le navi da guerra,
e l'isola era troppo collinosa perch potessero atterrarvi
gli aeroplani, cos la guerra ci scavalc, se cos
si pu dire. Ma i soldati giapponesi sbarcarono a Bora
Vatu durante la traversata del Pacifico. Dopo aver fatto
rifornimento e aver riempito le barche con i nostri
raccolti, incendiarono i campi e distrussero la maggior
parte delle capanne del villaggio.
Perch fecero una cosa simile? chiese Manu,
con gli occhi spalancati come quelli di un bambino.
Non avevo risposte da dargli, perci mi limitai a
continuare. Mia madre e mio padre si nascosero nelle
grotte sul pendio della collina, e i miei fratelli, le
mie sorelle e io andammo con loro, dissi, con lo
sguardo perso nel passato. Mentre la guerra continuava,
qualche volta riuscivo a distinguere la sagoma
di una nave lontana all'orizzonte. Mi capitava anche
di sentire il rombo di tuono degli aerei da combattimento
americani che passavano sopra di noi, in cerca
dei soldati giapponesi di ritorno in patria.
Poi, un mattino di buon'ora, mentre ero nella laguna
a cacciare con l'arpione a bordo della canoa, udii
un rimbombo che fece vibrare l'acqua e che mi lasci
assordato. Alzai lo sguardo, tremando, e vidi un grande
aeroplano seguito da una scia di fumo nero e di
fiamme. Volava talmente basso sopra le cime degli
alberi che riuscii a distinguere le stelle della bandiera
americana dipinte sotto le sue ali e un foro frastagliato
nella fiancata. L'ombra dell'aeroplano pass
sopra di me come un uccello gigantesco e vidi che
non aveva armi a bordo.
Doveva trattarsi di un cargo, allora, non  cos,
nonno? chiese Manu.
Annuii. S, risposi, compiaciuto dalla seriet con
cui mio nipote mi stava ascoltando. L'aeroplano sbatt
e rimbalz pi volte contro la superficie dell'acqua.
Finalmente si ferm al limitare della barriera in una
nuvola di fumo e di vapore. Alcuni membri dell'equipaggio
saltarono sulle ali e si tuffarono in acqua,
altri rimasero nella cabina e gettarono delle casse fuori
bordo, attraverso il grande buco sulla fiancata, per
caricarle su un canotto di gomma.
lo guardavo come ipnotizzato dagli scogli. D'un
tratto le onde ingoiarono l'aeroplano come se fosse
stato un pesciolino. Tutto ci che rimase fu un gommone
pieno di casse e cinque uomini spaventati, che
gridavano in cerca di aiuto.
Anche dalla distanza a cui mi trovavo, sugli scogli,
potevo sentire la loro paura mentre cercavano di
spingere il canotto verso la riva. Volevo prendere la
canoa e remare verso di loro, ma sapevo che ben presto
gli squali avrebbero avvertito la loro paura, proprio
come me. Tuttavia, nonostante le proteste della
mia famiglia, mi precipitai in soccorso degli uomini.
Dovevo fare qualcosa.
E li hai salvati, nonno Mosi? mi chiese Manu,
per quanto gi intuisse la risposta.
Scossi la testa. Gli squali attaccarono mentre mi
avvicinavo ai naufraghi. Udii un terribile urlo e d'un
tratto uno di loro si trasform in una fontana di sangue
schiumoso. Vedendomi arrivare in soccorso, gli altri
nuotarono verso di me, con gli occhi dilatati dal terrore.
Ma la canoa era piccola e non poteva contenere tutte
quelle persone, cos feci muro, tenendola fra i sopravvissuti
e il loro compagno, che ormai era gi stato ridotto
a brandelli e non aveva pi bisogno di aiuto.
Non avevi paura, nonno? chiese Manu.
No, non avevo paura, risposi, non per orgoglio,
ma perch era la semplice verit. Conoscevo bene
gli squali, e loro conoscevano me. Sentendo che era
la pagaia quella che era in acqua, le creature abbandonarono
le loro prede e mi si raccolsero intorno, colpendo
lo scafo in segno di saluto. Per dare agli aviatori
il tempo di raggiungere la spiaggia, spinsi la canoa
verso l'estremit esterna della barriera corallina, con
gli squali raggruppati dietro di me. Poi, mentre remavo
indietro, verso Bora Vatu, gettai il pesce che avevo
pescato in dono ai miei amici.
Cos hai salvato quegli uomini, nonno Mosi,
comment Manu.
Annuii, ma il ricordo mi riemp di una enorme tristezza.
I sopravvissuti mi furono grati, Manu, ma
erano anche incattiviti per la perdita del loro compagno.
Mentre li aiutavo a scaricare le pesanti casse dal
gommone, parlavano rabbiosamente degli squali,
chiamandoli "bevitori di sangue" e "assassini maledetti". Ma io ero giovane e timido davanti agli estranei,
e non presi le difese dei miei amici, come avrei
dovuto fare.
Non  stata colpa tua, nonno, sorrise Manu. Eri
solo un ragazzo.
Ciononostante avrei dovuto reagire, replicai.
Mi fermai per un attimo, in modo da raccogliere i
miei pensieri, poi continuai: Quando giunse la sera,
gli aviatori si accamparono in riva alla laguna, pi o
meno dove adesso si trova il molo, e si costruirono
dei rifugi con foglie di palma. La gente del villaggio,
secondo le usanze di Bora Vatu, port in dono agli
uomini cibo fresco e acqua. Anch'io sentivo che era
mio dovere aiutarli, bench quello che avevano detto
sugli squali mi avesse fatto arrabbiare. Cos rimasi
presso di loro come cameriere, pronto a sbrigare
commissioni o a servirli in qualsiasi modo mi fosse
possibile.
Io avrei lasciato che si arrangiassero da soli,
ribatt Manu con espressione di sfida.
Fa parte delle nostre tradizioni aiutare gli stranieri,
Manu, risposi, per poi proseguire il mio racconto.
Mentre scendeva la notte e i quattro uomini cucinavano
il pesce che era stato portato loro dalla gente del
villaggio, io mi tenni al margine del fuoco, in silenzio,
e li ascoltai parlare. Seppi cos che l'aeroplano era
caduto lontano dalle principali linee di rifornimento,
e che sarebbero potute passare parecchie settimane
prima che qualcuno venisse a soccorrerli.
Il mattino dopo, al sorgere del sole, raccolsi della
frutta fresca e la portai al campo. Quando arrivai,
vidi che gli aviatori avevano costruito una piattaforma
quadrata con tronchi di palma, che avevano piazzato
sopra il canotto di gomma. Due di loro avevano
gi spinto quella specie di zattera in mezzo alla laguna,
a colpi di remi, e io immaginai che intendessero
usarla per pescare. Per non vedevo fiocine, n lenze,
n reti. Uno di loro sollev un oggetto verde delle
dimensioni di un piccolo ananas e lo tenne alto come
per mostrarlo ai due sulla spiaggia.
"Ehi, capo!" grid vedendomi arrivare. "Guarda
come si pesca bene usando per esca una granata!"
L'uomo strapp un piccolo pezzo di metallo da
un'estremit dell'oggetto e lo scagli lontano nell'acqua
profonda. Qualche istante pi tardi una terribile
detonazione squarci l'aria e proiett un getto
d'acqua nel cielo. Mi tappai le orecchie, ma sarebbe
stato meglio se mi fossi coperto gli occhi, perch quello che vidi mi fece contorcere lo stomaco. Sembrava
che dal cielo piovessero pesci morti.
Scossi la testa, vedendo che le stesse lacrime che
mi riempivano gli occhi stavano colmando anche quelli
di Manu. Mentre i due uomini sul gommone remando
raccoglievano il loro bottino di pesca, quelli sulla
spiaggia ridevano come iene. Cercai di dissimulare
l'infelicit sul mio volto ma, quando mi accorsi che
nella cassa sulla spiaggia c'erano dozzine di granate,
non potei nascondere quello che provavo. Trasalii, percependo
come una coltellata al cuore, perch potevo
avvertire il dolore che i miei amici in fondo al mare
avrebbero ben presto sperimentato. E pregai perch
quegli uomini venissero presto soccorsi e condotti via
da Bora Vatu, in modo da poter tornare in fretta alle
nostre tranquille abitudini. Poi mi allontanai sulla canoa,
con le reti e le fiocine.
Remai fuori dalla laguna, oltre il bordo della barriera
corallina, lontano dagli aviatori. Lo spirito dellosqualo mi sorrise e riempii la canoa di pesce sufficiente
alla mia famiglia. Ma mentre tornavo verso
casa, nell'acqua risuon di nuovo lo scoppio delle granate.
Ritornai veloce verso la laguna e sentii degli
scoppi di risa.
Come possono desiderare dell'altro pesce, mi
chiedevo, stupito dalla loro fame non di cibo, ma di
piaceri malati. Poi, dato che ero spaventato dalle esplosioni,
mi tenni nella parte pi distante della laguna e
rimasi a guardare gli uomini sul canotto. Non riuscivo
a credere a ci che vedevo.
Che cosa, nonno? chiese Manu, con un'espressione
disgustata sul volto.
Ai due soldati che erano saliti a bordo del canotto
quella mattina se ne erano aggiunti altri due, risposi.
Dapprima non riuscii a distinguere esattamente
che cosa stessero facendo, ma d'un tratto mi resi conto
che degli squali stavano passando sotto la mia canoa,
precipitandosi nella laguna.
Guardai il canotto e vidi un uomo infilare un grande
pesce sanguinante su un amo legato a una lenza.
Un altro prese una granata da un piccolo sacco di tela
e la infil all'interno del pesce, avvolgendo la lenza
attorno allo spillo di metallo che, una volta estratto,
avrebbe fatto esplodere l'ordigno. Poi l'uomo lanci
l'esca lontano dal canotto.
E gli squali furono attratti dal sangue, sospir
Manu, scuotendo la testa.
S, risposi. Uno squalo abbocc all'amo e, qualche
secondo dopo che si fu allontanato, la granata
esplose. Una gigantesca fontana d'acqua si innalz
verso il cielo per poi ricadere nella laguna, portando
con s il corpo ridotto a brandelli di un lucente puntabianca.
E and sempre peggio. Dopo questo primo crimine,
cominci la vera e propria mattanza. Parecchi
puntabianca, attratti dal sangue, nuotarono nella laguna
come impazziti, e presero a mordere qualsiasi cosa
capitasse loro a tiro. Alcuni si uccisero tra loro.
Ridendo, gli uomini si davano il turno a scagliare
in mare altre esche mortali. Il rumore e lo spettacolo
orribile di quella carneficina spinse la gente del
villaggio a ritrarsi in preda al panico nelle proprie
capanne, e tutto ci che potei fare fu starmene a guardare
dalla parte opposta della laguna, impotente, timoroso
di spingere la mia canoa dentro le acque arrossate
di sangue.
Mi fermai per un istante e guardai mio nipote. Stava
piangendo, proprio come avevo pianto io quel giorno.
Quegli uomini vendicarono cos la morte del
loro compagno, gli dissi. Ma questa non  la fine
della storia.
Che cosa accadde dopo, nonno Mosi? chiese
Manu, dando libero sfogo alle lacrime.
D'un tratto percepii la presenza di un'ombra enorme
che passava sotto di me, dirigendosi verso gli uomini
sul canotto, ripresi a raccontare. Guardai gi nell'acqua
cristallina e vidi la sagoma di uno squalo talmente
grande che la mia canoa avrebbe potuto tranquillamente
restargli in equilibrio sulla groppa. La
pinna dorsale di quella creatura luccicava di un bianco
brillante simile all'interno di madreperla di un
guscio d'ostrica. Era come se in quella creatura fosse
racchiuso lo spirito di ogni squalo che era stato
ucciso quel giorno.
Mi fermai un momento. Ci che accadde dopo
 profondamente inciso nella mia memoria, dissi
in un sussurro, perch, quando parlo del Vecchio
Puntabianca, lo faccio con il tono della pi grande
reverenza. Fu uno spettacolo stupefacente, Manu.
L'enorme squalo sal in superficie, fendendo l'acqua
con la pinna dorsale, e attravers la laguna con
pochi, poderosi colpi di coda. Gli uomini a bordo
del canotto non lo videro, occupati com'erano nella
loro strage.
Poi un uomo grid di terrore, puntando un dito
verso il mare, incapace di spiccicare parola. Gli altri
guardarono nella direzione indicata e i loro occhi si
dilatarono nello scorgere l'enorme ombra scura che
si precipitava verso di loro, fendendo l'acqua con la
pinna dorsale come fosse un coltello. Nell'istante che
precedette la collisione, la gigantesca pinna del Vecchio
Puntabianca scomparve al di sotto del canotto.
Perch lo squalo si ferm, nonno? mi chiese
Manu.
Guardai mio nipote con un sorriso. Il Vecchio
Puntabianca non si ferm affatto, risposi. No, prese
in bocca una di quelle esche pronte a esplodere e
and a sputarla proprio sotto il gommone!
S, certo! ribatt Manu, scettico.
Mi strinsi nelle spalle. Tutto ci che so, ragazzo
mio,  che subito dopo una spaventosa esplosione riecheggi
nella laguna scagliando brandelli di corpi e
schegge di palma per ogni dove. La forza dello scoppio
attiv le poche granate rimaste, che esplosero a
loro volta. Poi, come al finire di una tempesta, la laguna
torn quieta, eccetto che per gli spruzzi sollevati
dagli squali mentre salivano in superficie a banchettare
con i corpi dilaniati degli aviatori.
Manu sollev gli occhi al cielo. Il Vecchio Puntabianca
ha pareggiato i conti! sbott in una risata.
 una bella storia, nonno Mosi. Devo ammettere che
finora ti ho creduto, ma uno squalo kamikaze? Non 
possibile!
Comprendo la tua perplessit, Manu, risposi. Io
stesso rimasi sorpreso che il gigantesco squalo si fosse
fatto esplodere in mille pezzi. Come era possibile
che la bestia avesse compreso il diabolico gioco che
quegli uomini stavano facendo? Fu allora che compresi
appieno il grande potere dello spirito dello squalo.
Ma non feci in tempo a pormi queste domande, che
la sua enorme, luccicante pinna dorsale, coperta di schegge
di palma e di sangue rosso scuro, fendette la superficie.
Il grande squalo non era morto. Si muoveva piano
attraverso quel cimitero, lasciando i cadaveri in pasto
alle sorelle e ai fratelli pi piccoli.
Stupefatto, guardai il gigante scivolare dritto sotto
la mia canoa, abbastanza vicino perch potessi passare
la mano sulla sua pelle ruvida. Nuot fuori dalla
barriera, mentre la sua sagoma rimpiccioliva a
distanza, fino a quando alla fine tutto ci che potei
vedere fu la punta bianca della sua pinna, che luccicava
come una stella caduta nel mare.
Quando ebbi terminato di raccontare la mia storia,
Manu e io avevamo raggiunto il podere. Quello squalo che chiamo Vecchio Puntabianca  lo stesso squalo che mi condusse fino a te, aggiunsi piano.
Manu mi guard negli occhi e potei sentire che desiderava
credermi, in fondo a se stesso. Ma sapevo anche
che mio nipote non era cresciuto nel rispetto delle nostre
antiche usanze, e che perci la sua razionalit non poteva
accettare di credere ai poteri dello squalo.
Allora, mentre Manu lavava il carretto, andai dritto
nella mia camera, presi una polverosa scatola di
legno che tenevo sotto il materasso e la portai fuori,
per mostrargliela.
Che cosa vedi dentro questa scatola, Manu? gli
chiesi, sollevandone il coperchio.
Quattro pezzi piatti di metallo attaccati a delle
catenelle, nonno Mosi, rispose il ragazzo. E sopra
ci sono stampati dei nomi e dei numeri.
Si chiamano piastrine di identificazione, Manu,
spiegai. Gli americani le portavano durante la guerra.
Le trovai nella mia rete alcuni mesi pi tardi, mentre
pescavo nella laguna.
Mostrandogli le piastrine, deposi nell'animo di mio
nipote il seme della fiducia. E stamattina, seduto sul
molo mentre il sole si leva nel cielo, sono certo che
ben presto Manu smetter di dubitare dello spirito dellosqualo. Perch i due sconsiderati turisti che ieri hanno
gettato i petardi nella laguna si sono fermati di nuovo
al mio carretto, poco fa, per comprare frutta e canna
da zucchero. Poi sono andati in gran fretta a noleggiare
una barca simile a quella che avevano noleggiato
ieri, e li ho visti attraversare la laguna.
Non so se abbiano in mente di insistere nelle loro
crudelt anche oggi. Ma, mentre guardo verso la parte
pi esterna della laguna, proprio davanti alla loro
rotta, questi vecchi occhi vedono dei punti di luce sotto
il pelo dell'acqua. I punti si muovono lungo la laguna,
verso la barca a noleggio. Si muovono come stelle
lucenti, scagliate al di sotto dell'estensione infinita
del mare.

 Basta con gli squali.

Le vacanze estive erano quasi finite. Steve Dill guardava
fisso il galleggiante di sughero attaccato alla lenza,
che veniva a galla e riaffondava nei piccoli flutti
del Muswell Pond, il lago artificiale costruito appena
fuori citt, mentre una sensazione di malessere gli serrava
la bocca della stomaco. Si trattava di un malessere
chiamato ritorno a scuola. Proprio cos: tra
qualche settimana Steve si sarebbe ritrovato alla Medfield
Middle School, costretto tra quelle quattro mura
per tutto il nuovo anno scolastico, quando invece
avrebbe preferito di gran lunga andare a pescare o
assistere a una partita degli Yankees. E, peggio ancora,
Steve sapeva che Forrest Post sarebbe stato l, pronto
a funestare la sua esistenza.
Forse era quello stupido nome che il ragazzo si era
ritrovato in sorte a distorcergli la personalit. Steve si
immaginava che anche lui, se avesse avuto un nome
che faceva venire voglia alla gente di gridargli appresso
Fate largo! Caduta alberi e un cognome che induceva
a pensare scemo come una buca delle lettere,
sarebbe finito per diventare un caso psichiatrico.
A ogni modo, Forrest Post era diventato uno squalo.
Su questo erano tutti d'accordo. Bench avesse
solo tredici anni, Forrest era pi grande, pi forte e
pi ignobile di chiunque altro in tutta la scuola, ed era
stato protagonista di almeno un milione di scontri.
Questo, almeno, era quanto lui affermava, e nessuno
aveva il fegato di contraddirlo.
Quanto a Steve, era convinto che le principali occupazioni
di Forrest consistessero nel partecipare a risse,
nel cercare una vittima da battere come un tappeto
e nel finire nei guai per aver steso qualcuno. In fin
dei conti, tutte le volte che Steve lo aveva visto, Forrest
stava dando la caccia a qualche malcapitato, stava
rompendo il naso a qualcuno o stava seduto fuori
dall'ufficio del preside Sidoti, in attesa dell'ennesima
punizione.
Da ci si deduce facilmente che pi o meno tutti,
alla Medfield, avevano avuto qualche doloroso scambio
di vedute con Forrest Post, e che non c'era nessuno
che non lo detestasse. Quanto all'esperienza di
Steve, il suo incontro con Forrest era stato pi umiliante
che doloroso.
Il Postino, come tutti chiamavano quel bullo,
aveva deciso di far colpo su Danielle Loomis, la capitana
della tifoseria femminile, gettando Steve gi per
i gradini della caffetteria Dumpster, in caduta libera!
L'incidente aveva riempito di lacrime di umiliazione
e disgusto gli occhi di Steve, il quale pensava
che non sarebbe mai pi riuscito a levarsi da sotto
il naso l'odore di frutta spiccicata, di gelatine e
di schifosi budini. Il preside Sidoti aveva sospeso
Forrest per quella pericolosa bravata, con il solo
risultato di farlo sembrare ancora pi grande agli
occhi di un sacco di ragazzi, e di far sembrare Steve
ancora pi piccolo.
Ma non era solo l'ignobilt di Forrest ci che metteva
Steve di malumore. No, la cosa che davvero lo
faceva uscire dai gangheri era che Forrest, oltre a essere
uno smargiasso, era un so-tutto-io. Non gli si poteva
parlare di nulla che lui gi non dicesse di conoscere.
Forrest non ammetteva mai di avere torto. Gli
si poteva mostrare un'enciclopedia, un atlante, un
almanacco, o il Guinness dei primati, gli si poteva
indicare una specifica definizione, un'illustrazione o
una fotografia che dimostrava che aveva torto, e tutto
ci che era capace di fare era un cenno della mano,
come per cacciare via una mosca.
E allora? diceva con quella voce gracchiante da
ranocchio. Questo non significa nulla. Poi ti guardava
negli occhi e grugniva: Non stai dicendo che
ho torto, vero?
Cos la maggior parte dei ragazzi gli girava alla
larga. Steve e il suo migliore amico, Billy Zukowski,
erano soliti cambiare marciapiede quando vedevano
quel bellimbusto biondo e alto una testa pi degli altri
venire verso di loro. Per ulteriore precauzione, si comportavano
come se fossero immersi in una profonda
conversazione che non poteva essere interrotta per
nulla al mondo. Altre volte facevano semplicemente
finta di non vederlo. La strategia di Steve e di Billy
consisteva insomma nel tentare in tutti i modi di evitare
qualsiasi genere di confronto con Forrest, ed era
esattamente cos che avevano intenzione di comportarsi
anche nel nuovo anno scolastico.
Ma in quel caldissimo e umido pomeriggio d'estate,
mentre Steve sedeva accanto a Billy ed entrambi
guardavano pigramente le rispettive lenze fremere
alla brezza leggera che soffiava sul Muswell Pond,
nessuno dei due pensava troppo alla ripresa delle lezioni
o al modo di tenere a bada Forrest Post. O, perlomeno,
nessuno dei due ci stava pensando prima di sentire
quei passi sinistri.
Era davvero uno tra i giorni pi caldi d'agosto,
quando uno scricchiolio di passi giunse alle orecchie
di Steve e di Billy. I ragazzi stavano pescando
come al solito al Muswell Pond, un bacino d'acqua
artificiale, all'incirca delle dimensioni e della forma
di un grande campo ovale da football. I suoi argini
erano scoscesi (circa un metro e mezzo di salto)
ma a riva l'acqua era cos bassa che non arrivava
alla cintola, anche se al largo si faceva improvvisamente
profonda, per scendere fino a una decina di
metri nel mezzo.
Ricavato in un campo dalla forma concava diversi
anni prima che Steve e Billy nascessero, il lago artificiale
era racchiuso da un lato da una spessa parete di
cemento che conteneva l'acqua che affluiva da parecchi
torrenti. Senza questa parete, il centro di Medfield
si sarebbe allagato ogni volta che una pesante nevicata
si fosse sciolta o che le frequenti piogge torrenziali
si fossero abbattute nei paraggi.
Dall'altra parte del bacino c'era un secondo muro
di cemento, pi piccolo, dove si apriva l'imboccatura
di un tubo del diametro di un metro, proprio a filo
della superficie. L'acqua che defluiva attraverso questo
tubo sommerso alimentava il Muswell Brook, un
canale che scorreva pigramente a sud-est, serpeggiando
per pi di trenta chilometri fino a incontrare
il Wading River. Da l, il fiume si allargava e andava
a sfociare nell'Oceano Atlantico, al Green Bank,
parecchi chilometri a nord di Atlantic City, sulla riva
del New Jersey.
Non abboccano, questo pomeriggio, sbuff Steve,
sollevando la canna da pesca e lanciando la lenza
in un'altra direzione, verso un fascio di giunchi che si
trovava a qualche metro alla sua destra. Fa troppo
caldo e probabilmente le spigole se ne stanno al centro
del lago, dove l'acqua  pi profonda e pi fresca.
Gi, annu Billy, cercando di districare un groviglio
nella sua lenza. Ma nel canneto potrebbero
esserci dei pesci persici. Vanno a cercare cibo vicino
alla superficie, e sono sempre affamati.
I ragazzi pescavano rilassati come al solito, gettando
in acqua gli ami ai quali attaccavano come esca
dei vermi carnosi, per poi rimanersene seduti all'ombra
di una grande quercia. Aspettavano che qualcosa
abboccasse, facendo ciondolare le gambe abbronzate
dalla sommit dell'argine, seduti sotto una tettoia
di rami contorti, per riparare le schiene nude dal sole
cocente. In pace col mondo, i ragazzi ascoltavano la
radiocronaca della partita degli Yankees trasmessa da
un vecchio apparecchio che il nonno di Billy aveva
recuperato in una svendita.
Poppy Z, come lo chiamavano tutti, si prendeva
cura di Billy fin da quando, otto anni prima, i genitori
del ragazzo erano morti in un incidente in barca.
Conosceva un milione di storie dei bei tempi andati
e quando le raccontava riusciva a ipnotizzare per
ore Billy e Steve.
Steve adorava andare a trovare il vecchio nel suo
negozio di anticaglie, pieno di oggetti che la maggior
parte della gente avrebbe chiamato cianfrusaglie, ma
che lui considerava veri e propri tesori. L poteva
passare in rassegna tutti gli orologi rotti, le radio, i
tagliaerba, i vecchi giradischi, i televisori in bianco
e nero, le biciclette arrugginite, mentre ascoltava le
storie di Poppy Z. Steve riusciva a sentire decine di
volte gli stessi racconti, senza mai stancarsene. Per
giunta era sempre deliziato dalla prospettiva di fare
una scorpacciata di kielbasa, di galumpke o di qualche
altra specialit polacca che Poppy Z sapeva cucinare
cos bene.
Billy e Steve erano mezzo addormentati, sfiniti dal
caldo e annoiati perch non aveva abboccato un solo
pesce, quando la partita che stavano ascoltando alla
radio venne troncata da un'interferenza dell'emittente
locale.
Interrompiamo questo programma per un'edizione
speciale del radiogiornale della WCNJ. La voce
dell'annunciatrice, che usciva dalla griglia altoparlante
della radiolina degli anni Sessanta, suonava
metallica. Abbiamo appena saputo che un pescatore
che oggi, in tarda mattinata, si trovava sugli argini
del Green Bank, ha preso all'amo un piede umano
staccato dal corpo. Il corpo  stato in seguito trovato
all'interno di un canotto da pesca. La polizia ritiene
che possa trattarsi di Michael Sidoti, un abitante di
Medfield. Il signor Sidoti, preside della Medfield
Middle School,  stato visto l'ultima volta dagli impiegati
della scuola una settimana fa, prima della sua partenza
per una giornata di pesca in prossimit di Lyme
Landing, a nord del Green Bank.
I medici legali si sono rifiutati di fare ipotesi sul
motivo per cui il piede del signor Sidoti sia stato trovato
staccato dal corpo, ma alcuni testimoni hanno
detto alla WCNJ che la prua sfrangiata del canotto e
le schegge d'osso della caviglia lasciano intendere che
la vittima potrebbe essere stata colpita dall'elica di
una barca a motore. Rimanete sintonizzati sulle nostre
frequenze per ulteriori dettagli. Torniamo ora a trasmettere
la radiocronaca della partita che abbiamo
interrotto.
Il colpo secco di una mazza e il boato della folla
festante segnarono il ritorno della diretta, ma Steve e
Billy erano troppo sconvolti per prestarvi ascolto.
Guardavano fisso i loro galleggianti, richiamando alla
mente tutte le volte in cui avevano visto il preside
rimanere in piedi in fondo alla classe, intento a osservare
l'attivit dell'insegnante, oppure fare degli annunci
all'inizio di un'assemblea nell'auditorium della
scuola o, ancora, allontanare Forrest Post da qualche
povero ragazzo e affrontare gridando quella faccia
foruncolosa dall'espressione compiaciuta.
Accidenti, povero signor Sidoti! mormor alla
fine Steve. Voglio dire, era un tipo a posto. Insomma...
certo, una volta ha chiamato mia madre e le ha
detto che non studiavo abbastanza, ma, cavolo...
Gi, nessuno merita una fine simile! esclam
Billy, scuotendo la testa. Nemmeno...
Nemmeno chi? alle loro spalle, dalle erbacce
alte fino al petto, si lev una voce rauca da ranocchio.
Steve e Billy si voltarono di soprassalto e si trovarono
davanti il corpo smisurato di Forrest il Postino
Post, che emergeva dagli arbusti, a pochi passi da
loro. Assieme al Postino c'erano gli unici due ragazzi
ai quali era concesso di andare in giro con lo squalo:
il tozzo Ed Lewis e il riccioluto Chester Ray. Steve
e Billy, alle loro spalle, li chiamavano gli impiegati
postali di Forrest, visto che facevano sempre
quello che Forrest ordinava loro di fare, come ammaccare
le buche delle lettere, rubare caramelle e tenere
ferme le vittime del loro capo.
Balzando in piedi per affrontarlo, Steve guard
oltre le sue spalle e vide qualcun altro, oltre ai tre
ragazzi. Era Danielle Loomis. Che cosa ci fa con questi
babbei? si chiese, mentre il cuore gli si fermava al
pensiero che era stata proprio Danielle quella su cui
Forrest aveva voluto far colpo quel disgraziato giorno
che lo aveva mandato in caduta libera gi per le
scale della caffetteria. Come pu anche solo stargli
vicino?
Steve aveva da sempre una grossa cotta per Danielle,
una ragazzina dai capelli rossi e dal viso lentigginoso
che abitava a due isolati da casa sua. Ma da quel
terribile giorno in cui si era ritrovato la faccia piena
di gelatine, Steve diventava rosso per la vergogna ogni
volta che la vedeva. Anche adesso non riusciva a guardarla
negli occhi.
Allora, di che cosa stavate parlando, ragazzi?
ringhi Forrest, avvicinandosi a Steve e a Billy. Chi
 che non merita una fine come quella?
Steve deglut a vuoto e il suo sguardo non pot
fare a meno di posarsi sulle braccia muscolose di
Forrest. Sembrava che quei bicipiti tondeggianti si
fossero fatti ancora pi grossi durante l'estate. Sopra
a quelle protuberanze che sembravano palle da
bowling serpeggiavano grosse vene in rilievo, e le
fasce di pelle nera che Forrest portava per sembrare
pi tosto sembrava fossero diventate troppo strette
per i suoi polsi taurini,
Stavamo parlando del signor Sidoti, rispose Billy
con calma, alzandosi ad affrontare lo squalo.
Quell'idiota? sogghign Forrest. Mi piacerebbe
rivoltarlo come un calzino. E lo farei... se solo non
fosse il preside.
Non hai saputo? gli chiese Steve. Qualcuno ha
ripescato un piede umano questa mattina, al Green
Bank. La polizia crede che si tratti del signor Sidoti.
Lo abbiamo appena sentito alla radio.
Forrest e i suoi compari scoppiarono a ridere e
cominciarono a battere il cinque. Solo Danielle sembr
sconvolta dalla notizia, e Steve si sent sollevato
vedendo che non si univa ai crudeli festeggiamenti
degli altri tre.
Poi Forrest smise di ridere di colpo. Si chin e
afferr la radio di Billy. Ehi, dove hai trovato questa
spazzatura? chiese, cercando di sintonizzarla.
 di mio nonno, rispose Billy, allungando il braccio
per riprendersela.
Ma Forrest la sollev in aria, mentre l'apparecchio
continuava a emettere scariche elettriche che sovrastavano
la voce metallica di un annunciatore. Non
c' fretta, microbo, sogghign. Voglio sentire la storia
di Sidoti con le mie orecchie.
Ed ecco le notizie della WCNJ. Ormai la polizia
ha identificato il piede umano ritrovato questa mattina
presso il Green Bank come quello del trentanovenne
Michael Sidoti di Medfield. Sidoti, il preside
della Medfield Middle School, mancava da pi di una
settimana.
Un rappresentante della famiglia dice che Sidoti
 partito gioved scorso per andare a pesca sul Wading
River presso il Lyme Landing. Fonti anonime presenti
sul luogo hanno rivelato alla WCNJ che sul fondo del
canotto  stato trovato il dente di un pesce molto grosso,
con ogni probabilit uno squalo. Rimanete sintonizzati
sulla WCNJ per ulteriori dettagli.
Sss! esplose Forrest, stringendo il pugno come
se avesse vinto una corsa. Ci siamo liberati di un
idiota integrale! Ah! Scommetto che poi lo squalo avr
vomitato!
Ed e Chester trovarono la battuta esilarante, ma
Danielle si limit a guardare per terra.
La vuoi finire con le tue uscite disgustose
e ridarmi la radio? chiese Billy, facendo un passo
verso Forrest.
Steve pens che il suo amico fosse impazzito e rimase
a guardare mentre l'energumeno, che aveva smesso
di sghignazzare, guardava Billy con aria di sfida.
Visto che ami tanto pescare, va' a pesca! grid
Forrest, gettando la radio nel lago artificiale.
L'apparecchio cadde in acqua a un paio di metri
di distanza e and a fondo come un sasso.
In una frazione di secondo, Billy si trov faccia a
faccia con lo squalo. Perch lo hai fatto, razza di cretino?
grid avvampando di rabbia. Era la radio di
mio nonno! Faresti meglio...
Ma, senza dargli il tempo di terminare la sua minaccia,
Forrest gli piant entrambe le manacce sul petto
e gli assest un poderoso spintone. Colto di sorpresa,
Billy inciamp all'indietro e perse completamente l'equilibrio.
Cerc di rimanere in piedi, ma non ci fu nulla
da fare... scivol sulla sponda erta e sdrucciolevole
e cadde in acqua.
Farei meglio a fare che cosa? sogghign Forrest,
guardandolo dall'alto sputare boccate d'acqua.
Poi, come per un ripensamento, il gradasso si volt
verso Steve. Ehi, perch non vai a dare una mano al
tuo amico? chiese.
Che cosa c', Steve? lo prese in giro Chester.
Non sai nuotare? ridacchi avanzando minacciosamente
verso il ragazzo.
Oh, lui  un ottimo nuotatore! esclam Ed, avvicinandosi
a Chester. Io l'ho visto tuffarsi di testa gi
dai gradini della caffetteria Dumpster!
Steve sent che gli scottavano le orecchie, quando
Danielle si lasci sfuggire una risatina. Poi, prima che
potesse capire che cosa stesse accadendo, Ed e Chester
gli furono addosso, lo sollevarono e lo gettarono
nel lago proprio dove Forrest aveva scaraventato la
radio.
Mortificato, Steve si trascin verso Billy, e i due
rimasero a guardare in silenzio, sopraffatti dall'umiliazione,
i loro torturatori che si giravano e se ne andavano,
con Danielle al seguito.
Un giorno o l'altro Forrest avr quello che si merita,
sibil Billy, digrignando i denti per la rabbia.
S, borbott Steve. Tutto ci che si fa viene reso.
Qualche ora pi tardi, a casa di Billy, il profumo
di kielbasa riempiva la cucina. Poppy Z stava davanti
ai fornelli, intento a rivoltare i pezzetti di salsiccia
che si stavano arrostendo nella padella, mentre Steve
lo guardava con espressione rabbuiata. Si era fatto
prestare un paio di calzoncini da ginnastica da Billy,
in attesa che i suoi abiti fradici si asciugassero.
Con la fronte ancora aggrottata dalla rabbia, Billy
se ne stava davanti al lavello della cucina. Aveva raccontato
a suo nonno tutta la miserevole storia appena
accaduta e gli aveva chiesto scusa per non essere stato
in grado di mettere in salvo la radio.
Non ci pensare, sorrise Poppy Z. Ne ho un mucchio,
in negozio. L'unica cosa che mi sta a cuore  che
voi due non vi siate fatti male. Si ferm per un istante.
Adesso ditemi qualcosa di pi su questo assurdo
attacco di squalo di cui avete parlato.
Cosa intendi con assurdo? chiese Billy, incuriosito.
Hanno trovato un dente di squalo nel canotto
del preside, Poppy Z.
Avete detto che il signor Sidoti era andato a Lyme
Landing, ricapitol il vecchio, che si trova almeno
a otto chilometri a monte del Green Bank, e l non
c' acqua salata. E poi, non  possibile che uno squalo
riesca...
Le parole gli morirono in gola e per un attimo sembr
che Poppy Z fosse stato colpito da un fulmine. Si
asciug il sudore dalla fronte con mano tremante.
Che cosa c', Poppy? lo interrog Billy, avvicinandosi
al nonno.
Oh... nulla, rispose lentamente l'uomo, ancora
scosso.  solo che... mi  tornato in mente un fatto
accaduto molto tempo fa, ecco tutto. Fece una pausa
e si ferm a guardare i ragazzi, prima di continuare.
Si tratta soltanto di una storia che mio zio mi raccontava
quando avevo la vostra et.
A proposito di squali? chiese Steve, incuriosito.
Poppy Z annu. A proposito di uno squalo in particolare.
Uno squalo assassino. Riport la sua attenzione
ai pezzi di salsiccia che sfrigolavano sul fornello.
Mio zio era un dottore, e nel periodo in cui
frequentava la facolt di Medicina trov un lavoro
estivo come bagnino alla spiaggia che si stende appena
a sud di Atlantic City. Gli occhi di Poppy Z si
annebbiarono leggermente. Accadde nell'estate del
1916, mi diceva sempre mio zio, parecchi anni prima
che io nascessi. Ah! La storia  talmente vecchia che
ne posso a stento ricordare i dettagli.
Provaci, lo implor Steve.
S, Poppy, gli fece eco Billy. Vogliamo sentirla.
Il vecchio sorrise. Be', sembra che mio zio abbia
assistito a un attacco di squali.
Uau! esclamarono all'unisono i ragazzi.
Era un torrido giorno di agosto. Un giorno simile
a questo, prosegu Poppy Z. C'era parecchia gente
in acqua, quando d'improvviso mio zio sent un
orribile grido. Si gett fra le onde e trasse in salvo un
ragazzo al quale era stato portato via con un morso
un bel pezzo di gamba. Poppy Z scosse la testa.
Ricordo che lo zio Stan diceva che l'uomo era immerso
in acqua solo fino alla vita.
E allora, com' finita? chiese Billy, con gli occhi
sgranati. Tuo zio riusc a salvarlo?
Be', zio Stan trascin l'uomo sulla spiaggia, mentre
gli altri bagnini facevano uscire la gente dall'acqua.
Fu solo allora che pot esaminare con calma l'entit
della ferita, e si rese conto che l'uomo non aveva scampo.
Vedete, lo squalo aveva divorato quasi tutta la parte
anteriore della coscia della sua vittima. Il sangue
sprizzava dall'arteria femorale come una fontana.
Poppy Z si asciug di nuovo il sudore dalla fronte. Mio
zio cerc di tamponare la ferita con le mani, in modo
da fermare l'emorragia, ma era troppo tardi. Il sangue
usciva dal corpo di quel poveretto come l'acqua da una
vasca da bagno. Mor dopo qualche minuto.
Steve e Billy si scambiarono un'occhiata. Non
ebbero bisogno di dirsi nulla. Sapevano che stavano
pensando entrambi al signor Sidoti.
Mi  tornata in mente tutta questa orribile storia
perch sono rimasto sorpreso nel sentire che, a quanto
pare, questo squalo avrebbe attaccato il vostro preside
in acque dolci, riprese Poppy Z, mentre distribuiva
il kielbasa bollente nei tre piatti. Vedete, zio
Stan mi disse che alcuni amici dell'uomo che aveva
visto dissanguarsi a morte avevano descritto il pesce
come uno squalo toro e, poco tempo dopo, quella che
venne ritenuta essere la stessa creatura fu avvistata
alla foce del Fenton River, a pochi chilometri di distanza.
Due settimane pi tardi, la bestia era risalita nuotando
contro corrente per quasi cinquanta chilometri...
fino a Simmsville!
E l si verificarono altri attacchi? chiese Billy.
Poppy Z si gratt la testa calva. Se ricordo bene,
lo squalo guizz al di sotto di un gommone e uccise
due ragazzini che stavano pescando. Accadde proprio
quando il Fenton inond la citt. Altra gente venne
attaccata, ma non vi furono morti. Lo squalo provoc
una grande ondata di panico e fu promessa una ricompensa
di cinquemila dollari a chiunque lo avesse catturato,
vivo o morto. Poppy Z tagli un pezzetto di
kielbasa e se lo port alla bocca. Alla fine la polizia
riusc a uccidere la bestia.  probabile che troviate
degli articoli su questa faccenda in biblioteca. Scosse
la testa e sospir. Ragazzi,  stato molto tempo
fa. Si vede che sto diventando vecchio.
Mancava solo una settimana all'inizio della scuola
e Steve e Billy decisero di andare a pesca, nonostante
il pericolo di imbattersi in Forrest Post. A differenza
dell'ultima volta che erano andati al Muswell
Pond, per, adesso i pesci abboccavano a decine
Ne ho preso un altro, Billy! grid Steve, entusiasta.
Non riesco a crederci. Avremmo abbastanza
spigole da sfamare l'intera citt, se le pescassimo
tutte.
Prendo la rete, si offr Billy. Aveva gi pescato
sette pesci e adesso stava facendo una pausa, leggendo
un libro all'ombra. Non riesco a capire come mai
ci siano tante spigole a pelo d'acqua... e per giunta
cos vicine a riva.
Mentre Billy si avvicinava con la rete, Steve era sempre
alle prese con i pesci, e qualche istante pi tardi il
dorso a strisce verdi e nere di una spigola sbuc dalla
superficie. Era un bel pesce, di almeno un chilo di peso.
Billy scivol lungo l'argine fino al livello dell'acqua
e raccolse il pesce guizzante, senza riuscire a credere
a ci che intanto vedeva a circa tre metri dalla
riva. Pazzesco! Guarda! grid. Da qui si vedono
decine di pesci!
Mentre Steve ritraeva la lenza, Billy si arrampic
sull'argine, con il pesce nella rete. In quattro e quattr'otto
lo pul, lo squam e lo mise nella borsa termica
che di solito i due riportavano a casa completamente vuota.
Mi sa che dovr essere l'ultimo pesce, avvis
Billy mentre tornava a sedersi sotto l'albero e riapriva
il suo libro. Non c' pi spazio nella borsa.
Steve pos la canna da pesca e si sdrai a pancia in
gi sull'erba incolta che cresceva sull'argine. Socchiuse
gli occhi per proteggerli dalla luce del sole che si
rifletteva sul lago, cercando di sbirciare sotto la superficie
luccicante. Non appena si fu abituato al riverbero,
riusc anche lui a scorgere l'enorme massa di pesci che
guizzavano a qualche metro sotto il pelo dell'acqua.
Ehi, l'ho trovato! grid Billy.
Trovato cosa? grid Steve di rimando.
Ho preso in biblioteca questo libro sugli attacchi
di squali, e c' un paragrafo che si intitola La fatale
estate del 1916. Si ferm per scorrere la pagina. Mio
nonno aveva ragione. Senti qua: "Non esiste nessuna
fotografia del mangiatore di uomini di Simmsville, ma
gli scienziati ritengono che sia uno squalo toro. Queste
creature, chiamate cos a causa della vasta gibbosit
che presentano proprio dietro la testa, possono
arrivare a misurare due metri e mezzo e a pesare
duecento chili. Gli squali toro sono noti per la loro
capacit di risalire per centinaia di chilometri lungo
i fiumi di acqua dolce, spingendo banchi di pesci
davanti a s. Ci sono testimonianze di attacchi di squali toro avvenuti in acque basse meno di un metro!"
Stai pensando anche tu quello che penso io, Billy?
gli chiese Steve, risalendo lestamente l'argine.
Billy annu, con gli occhi dilatati dal terrore. Sono
passate due settimane dalla scomparsa del signor Sidoti.
E Poppy Z dice che lo squalo del 1916 ci mise all'incirca
due settimane a percorrere una cinquantina di
chilometri controcorrente, giusto?
Giusto, annu Steve. E il Muswell Brook non
si scarica forse nel Wading River?
S, a Lyme Landing, rispose Billy.
Bene, e questo lago artificiale non alimenta il
Muswell Brook? la voce di Steve venne scossa da
un fremito. E non c' un'incredibile quantit di pesci
qui, oggi? Voglio dire, pi di quanti ne abbiamo mai
visti prima?
Billy annu. Forse dovremmo mettere via tutto e !
andarcene...
Bene, ecco Tom Sawyer e Huck Finn! irruppe Forrest Post.
Steve sent il cuore saltargli in gola quando vide
che non c'erano solo Ed e Chester dietro a Forrest, j
ma che Danielle faceva da fanalino di coda. Billy
richiuse con forza il libro e si alz, pronto a combattere.
Lo sguardo dell'energumeno cadde sulla copertina
del libro. Ehi, non credevo che un deficiente come
te sapesse leggere. Squali, eh? Tutto a un tratto sono
diventati i miei animali prediletti. Ah! Mi piacerebbe
davvero incontrare lo squalo che si  mangiato Sidoti. Vorrei
stringergli la pinna!
Ed e Chester si unirono alla risata sguaiata del loro
capo, mentre Danielle sembrava piuttosto a disagio.
Potresti averne l'occasione ribatt Billy. Steve
e io stavamo proprio parlando dell'eventualit che
possa esserci uno squalo da queste parti. Forse proprio
qui, in questo stesso bacino.
Forrest scosse la testa, in segno di disgusto. Accidenti,
siete davvero stupidi. Non vi  nota la differenza
tra acqua salata e acqua dolce? Gli squali non
bazzicano le acque dolci.
Alcuni s, puntualizz Steve. E poi, c' qualcosa
che sta spingendo tutti i pesci verso riva.
Sono spiacente per voi, babbei, li apostrof Forrest,
ma io conosco gli squali e non c' verso che nel
Muswell Pond possano esserci delle bestie diverse dai
soliti pescetti.
Billy prese il libro e lo apr. Sfogli le pagine fino
a quando non trov il punto in cui si parlava dello
squalo toro. Vuoi scommettere, amico? chiese, indicando
la storia che aveva appena letto a Steve.
Forrest lanci una rapida occhiata alla pagina, poi fiss
Billy. Stai forse dicendo che ho torto, Zukowski?
Billy lo guard dritto negli occhi. No. Sto dicendo
che il libro dice che hai torto!
A queste parole, Forrest gli assest un colpo che
gli fece cadere il libro di mano. Avete mai sentito
parlare dei pesci volanti? chiese poi, rivolto ai suoi
compari. Be', questo  un libro volante!
Ed e Chester fecero una risatina incerta e Danielle
lev gli occhi al cielo. Billy si precipit a raccogliere
il libro che era andato a finire proprio sull'orlodell'argine, ma perse l'equilibrio e cadde in acqua.
Billy! grid Steve, mentre Forrest e gli altri si
spanciavano dal ridere. Il ragazzo raggiunse l'argine
e protese la mano verso l'amico, per aiutarlo, ma in
quel mentre Billy vide Chester sgattaiolare alle spalle
di Steve, pronto a spingerlo in acqua.
Sta' attento, Steve! gli grid Billy.
Steve si volt proprio mentre Chester gli si precipitava
addosso. In un lampo, Steve afferr il ragazzo
per la vita e lo scagli in acqua, al di l di Billy.
Sei finito, tuffatore Dumpster! grid Chester
mentre emergeva dall'acqua.
Vendetta! url Ed, gettandosi addosso a Steve.
Come rianimato da un'ondata di adrenalina, Steve
fece una finta, poi un'altra, e anche questo avversario
and a finire dritto in acqua.
Bene, bene, bene, sillab Forrest, battendo il
piede per terra, mentre osservava tutta la scena. Hai
visto, Danielle? Sta dando del filo da torcere ai miei
ragazzi. Si mosse verso Steve come un gatto pronto
a balzare sulla preda. Ma adesso sta' a guardare come
se la cava con un vero...
Prima che potesse terminare la sua minaccia, l'aria
calma del pomeriggio fu squarciata da un grido
lacerante. Forrest impietr vedendo che la faccia di
Chester si trasformava in una maschera di orrore.
Aaaaah! Aaaah! gridava il ragazzo, dimenandosi
nell'acqua che gli arrivava al petto. Qualcosa
mi morde!
Ancora immersi nel lago, Ed e Billy ammutolirono
allo spettacolo di Chester sollevato fuori dall'acqua
dalle mostruose mascelle di uno squalo. Una frazione
di secondo pi tardi, la bestia rigett il ragazzo
in acqua, come una bambola di pezza.
Steve! grid Billy mentre cercava freneticamente
di riguadagnare la riva. Aiutami!
Steve riusc a portare in salvo l'amico sull'argine
scivoloso, poi vide Ed nuotare affannosamente verso
la sponda. Proprio dietro al ragazzo, ormai in preda
al panico, era apparsa in superficie la pinna di uno
squalo, che avanzava verso di lui.
Steve si precipit in aiuto di Ed, che si era irrigidito
per la paura. Protese le braccia e afferr il ragazzo tremante,
poi, facendo appello a una forza d'animo che
non sapeva di possedere, lo tir verso riva.
Billy! Forrest! Danielle! chiam, ansimando.
Aiutateci!
Ma, mentre Billy e Danielle formarono una catena
umana per trascinare Steve fuori dall'acqua, il pi
grande bullo che si fosse mai visto in tutta la Medfield Middle School non fu capace di muovere un dito.
Forrest Post, con la faccia bianca come un cencio, se
ne stava impalato, scrollando il capo e gemendo. Non
c' niente da fare! Non c' niente da fare!
Lottando con tutte le sue energie, Steve fece qualche
passo nella fanghiglia scivolosa del fondale, tenendo
stretto il ragazzo isterico che lo aveva tormentato
fino a pochi minuti prima. Poi, d'un tratto. Ed cominci
a gridare e a scalciare selvaggiamente nell'acqua.
Aaaah! La mia gamba! La mia gamba!
Lo squalo lo aveva afferrato e cercava di trascinarlocon s, ma Steve tenne duro, allungandosi tra Ed,
che lo tirava verso il largo, e Billy e Danielle, che lo
trascinavano a riva. Alla fine Ed riusc ad assestare un
colpo sul muso dello squalo, e la bestia moll la presa.
Mentre Danielle e Billy aiutavano Steve a risalire
l'argine, sostenendo il ragazzo che sanguinava copiosamente,
la brutale creatura nuot via, ritirandosi nelle
acque pi profonde.
Va' a cercare aiuto! grid Steve a Forrest, che
ancora non si era mosso. Presto, razza di idiota!
Vedendo che Forrest rimaneva immobile, Danielle
grid che sarebbe andata lei e che sarebbe tornata
di volata.
Mentre esaminava l'orribile ferita sulla gamba di
Ed, che adesso zampillava sangue come una fontana,
Steve si ricord di come lo zio di Poppy Z avesse
tentato di salvare l'uomo che era stato attaccato
dallo squalo toro nel 1916. Scostando i tessuti lacerati
e separando i brandelli di carne, infil il pugno
nella ferita frastagliata della gamba di Ed e cerc di
tamponare l'emorragia.
Credi che ce la far? chiese piano Forrest.
Certo non grazie a te, pezzo di imbecille! scatt
Billy. Se non fosse per Steve...
D'improvviso l'aria fu squarciata dal suono delle
sirene e, subito dopo, una squadra di pronto intervento
irruppe dagli arbusti, con Danielle al seguito. I medici
si misero al lavoro alla svelta e bloccarono l'emorragia
applicando al ragazzo, ormai privo di conoscenza,
un laccio emostatico e un bendaggio occlusivo.
Qualcuno deve averci sentito gridare, spieg
Danielle, con voce malferma. Stavano gi venendo
in questa direzione.
Mentre gli infermieri caricavano Ed su una barella,
uno di loro si volt verso Steve, che se ne stava l
tremante, con il pugno tutto sporco di sangue. Bel
lavoro, ragazzo, gli disse l'uomo. Forse sei riuscito
a salvare la vita del tuo amico.
Io... io volevo dare una mano, protest Forrest.
Davvero, io...
Ma sentendo che nessuno gli dava retta, si lasci
cadere sulle ginocchia e scoppi a piangere.
Steve guard Billy, che non disse nulla. Poi parecchi
colpi risuonarono nell'aria, mentre i tiratori scelti
della polizia scaricavano le loro armi contro la sagoma
scura che guizzava nel lago artificiale. In pochi
secondi l'acqua si riemp di sangue e un piccolo squalo toro galleggi in superficie.
Billy guard la creatura ormai morta, poi si gir verso
Forrest, che stava ancora inginocchiato a piangere.
Ehi, Steve. A quanto pare non dovremo pi preoccuparci
di essere infastiditi da quello squalo, disse.
E neanche da quest'altro, aggiunse, indicando il
ragazzo che piangeva sull'argine.

 Lo squalo del Futuro.

Sentendo il sibilo leggero della porta del biomodulo,
Tess si rese conto di non essere sola. Qualcuno aveva
oltrepassato la barriera esterna e si stava avvicinando.
I sensori sul pannello di controllo le segnalarono
che l'intruso era un umanoide formato essenzialmente
di carbonio, tuttavia la ragazza estrasse il
raggio laser, in caso di pericolo. Aveva visto troppi
disgustosi roditori su quel pianeta avvelenato. E non
si poteva essere certi che una di quelle bestie dentate
non si facesse strada rosicchiando un passaggio attraverso
il modulo sentinella TC-6.
Alt! intim Tess attraverso la porta di acciaio
che separava il laboratorio dagli altri compartimenti.
Identificatevi prima di entrare! Cerc di conferire
alla sua voce di tredicenne un timbro pi profondo
e di imprimervi un che di minaccioso che non le
apparteneva.
Subito una giovane voce maschile gracchi nell'interfono.
Ehi, sorellina! Metti gi il laser. Sono io.
Del! esclam Tess, mentre il ragazzo attraversava
la porta del laboratorio e ondeggiava le sue dita
palmate in segno di saluto. Che ci fai qui? Credevo
che fossi alla ricerca di risorse alimentari su Trillin!
Del, che sembrava la versione femminile di Tess,
strinse a s la sorella in un abbraccio affettuoso. Lo
ero. Ma adesso abbiamo terminato il nostro lavoro
laggi e, invece di tornare indietro, sono stato assegnato
qui, a dirigere il Trasporto Alimentare.
Tess rimase un istante con la testa appoggiata alla
fessura longitudinale a forma di branchia che si trovava
dietro al foro che costituiva l'orecchio di Del.
Poi fece un passo indietro per esaminare il fratello
che non vedeva ormai da tre anni. In effetti, per lei
era pi un padre che un fratello. Si pu dire che Del
l'aveva allevata, dopo che i loro genitori erano morti
di fame durante la Grande Carestia che era costata
la vita a milioni di individui su Vodan, il loro pianeta
di origine.
Tess sapeva che, se non fosse stato per Del, si sarebbe
trovata ancora l, su quel miserevole pianeta coperto
d'acqua, e non sarebbe mai diventata la ricercatrice
pi giovane di tutta la Spedizione Intergalattica per la
Ricerca Alimentare. Era una cosa inaudita che i Signori
del Suolo di Vodan includessero un'adolescente (specialmente
una Sotto-abitante) in una missione extramondana.
Ma Del, uno tra i pochi Sotto-abitanti investiti
di potere, aveva usato la sua influenza sui Signori
del Suolo per condurre la sorella via da Vodan. La sua
straordinaria abilit di navigazione faceva di lui uno tra
i pi ammirati piloti di flotta dell'universo, e da quando
Tess lo aveva visto l'ultima volta, con ogni probabilit
Del era stato su decine di pianeti in cerca di forme
viventi commestibili. Naturalmente, i migliori esemplari
spettavano di diritto ai Signori del Suolo, e il resto
veniva diviso tra i Sotto-abitanti.
Hai un bell'aspetto, Del, sorrise Tess, favorevolmente
colpita. Mi pare che la vita in un'altra galassia
ti giovi.
Qualsiasi posto che non sia casa mi giova, rispose
Del. E senti questa: Trillin  un pianeta deserto fatto
di terra arida, con un clima perfetto per coltivare le
messi. Poi prese Tess per le spalle e continu: L abbiamo
scoperto degli incredibili vegetali, Tess! E chiunque
pu usare la terra, non solo i Signori del Suolo!
Accidenti! esclam Tess. Vuoi dire che un giorno
o l'altro potrei mangiare qualcosa di diverso dalla
solita pasta d'alghe?
Del annu. Siamo riusciti a far germogliare alcuni
tipi di semi che possono svilupparsi in presenza di
luce artificiale. Proprio adesso il Trasporto Alimentare
venuto da Trillin ha caricato questi semi insieme
alla loro terra, per portarli su Vodan. Se i Signori
daranno la loro approvazione, potremo far crescere
delle piante proprio qui, nella Biosfera Maggiore!
Esamin il laboratorio di sua sorella. Allora...
come vanno le tue ricerche su... come si chiama questo
pianeta?
Terra, rispose Tess. Questo almeno  il nome
che abbiamo dedotto da alcune registrazioni olografiche
lasciate da quelli che una volta furono i suoi abitanti.
Le nostre ricerche indicano che la vita umanoide
qui si estinse nel 2097.
Gli occhi di Del si dilatarono per la sorpresa, mentre
convertiva quella cifra in numeri vodaniani. Mi
stai dicendo che questo pezzo di galassia  rimasto
disabitato per pi di cinquecento anni?
Tess annu. Per quanto ne sappiamo, si verific
un mutamento atmosferico causato da incendi in alcune
aree chiamate foreste pluviali e da gas di scarico di
veicoli azionati con un combustibile a base di idrocarburi.
Fu un evento catastrofico... l'atmosfera si
riemp di una quantit letale di monossido di carbonio
che un giorno, improvvisamente, giunse a una soglia
critica. Gli umani soffocarono. Altre forme di vita,
marine e terrestri, fecero la stessa fine, non appena il
veleno raggiunse livelli tossici anche per loro. In un
certo senso gli abitanti della Terra sono stati fortunati,
perch morirono rapidamente. Non dovettero patire
una lunga agonia, come tocc ai vodaniani.
Cosa mi dici delle altre forme di vita? chiese
Del, mentre esaminava i numerosi esemplari disposti
sul tavolo del laboratorio. Sulla Terra hai trovato
qualcosa che potremmo trasportare a Vodan per
cibarcene?
Tess scosse la testa. La vita terricola, qui, consiste
di specie pressoch indistruttibili di insetti striscianti
e di maligni roditori pelosi che possono infilarsi ovunque,
rosicchiando di tutto. Le registrazioni indicano
che si chiamano scarafaggi' e topi'. Riescono a riprodursi
in tempi incredibilmente veloci, ma portano
malattie, motivo per cui n gli uni n gli altri possono
essere considerati una risorsa alimentare.
Del corrug la sua apertura nasale in una smorfia
di disgusto quando Tess illumin con un fascio di luce
il pavimento che si trovava sotto la postazione di lavoro,
dove decine di scarafaggi sgambettavano a nascondersi
negli angoli bui. Vedi? Eccoli l, disse la ragazzina.
Questi affari possono vivere pi o meno ovunque.
Il pianeta  di fatto una enorme estensione desertica,
ma i topi e gli scarafaggi sono in grado di sopravvivere
lo stesso.
Bene, e che mi dici della vita degli oceani? si
inform Del. Ci sono delle specie di qualche tipo,
l? Specie che potremmo trasportare su Vodan?
Tess si strinse nelle spalle. Aveva trascorso quasi
un anno alla ricerca di animali marini su quel pianeta
privo di vita, e il suo livello di frustrazione era giunto
all'apice. Gli oceani sono sostanzialmente morti,
rispose con voce priva di espressione. Siamo riusciti
a rintracciare solo alcune forme di vita appartenenti
perlopi alla specie dei crostacei, ed  proprio
a quelli che sto lavorando, nel tentativo di farli riprodurre
in allevamenti idrici.
Tess prese Del per mano e lo condusse all'interno
di un'enorme stanza a forma di cupola dove si trovava
un'immensa vasca d'acqua. Si ferm sul passaggio
e indic il pavimento della vasca, brulicante di
creature a sei zampe, fornite di chele taglienti e di un
guscio verdastro che aveva quasi lo stesso colore della
pelle squamosa di Tess e di Del.
Come  ovvio, ho qualche dubbio che queste bestie
possano essere la risposta alla nostra crisi alimentare,
sospir Tess. Sono troppo piccole e i gusci sono incredibilmente
duri. Voglio dire, certo, se sei affamato mangi
di tutto... ma ci servono grandi, appetitosi animali
marini che possano essere allevati con facilit.
Del si pass le dita palmate tra i capelli, che avevano
il colore iodato delle alghe rosse. Tess sapeva
che suo fratello stava pensando alla Grande Carestia:
era cominciata dopo la Guerra Universale, quando i
Signori del Suolo avevano confinato i Sotto-abitanti
all'interno di sfere sottomarine.
Dapprima si erano adattati bene alla vita sott'acqua.
C'erano parecchi pesci e i Sotto-abitanti svilupparono
branchie ed estremit palmate in modo da spostarsi
con maggior facilit fuori dalle Biosfere. Ma non
appena la popolazione al di sopra e al di sotto dell'oceano
crebbe di numero, le scorte di cibo diminuirono.
I Signori del Suolo cominciarono a tenere per s
gli alimenti pi nutrienti, lasciando che i Sotto-abitanti
sopravvivessero con pasta di alghe e con una pappetta
insapore e inodore a base di lumache marine. Milioni
di Sotto-abitanti, per la maggior parte anziani, come
i genitori di Tess e di Del, morirono di fame.
Be', se non troviamo risorse alimentari neanche in
questa estremit dell'universo, moriremo anche noi,
la voce di Del si incrin al pensiero della lenta e dolorosa
agonia di suo padre e sua madre. Se solo potessimo
trovare delle creature abbastanza forti da sopravvivere
al viaggio fino a Vodan... Ma anche se ci riuscissimo,
i Signori del Suolo le confischerebbero e non
lascerebbero nulla a noi altri.
Non se potr impedirlo! esclam Tess con determinazione.
Prese nuovamente Del per mano e lo condusse
verso l'estremit opposta della camera dal soffitto
a cupola. Una volta l, digit i numeri di un codice
su un pannello e subito una porta nascosta si apr,
scivolando nella parete. Svelto, Del! Entra! gli sussurr,
spingendo il fratello attraverso l'apertura e
richiudendo la porta alle sue spalle.
Sharr, Fina e gli altri non sanno nulla di tutto ci,
disse, quando furono all'interno del vestibolo. Faccio
finta che il mio lavoro consista unicamente nell'allevare
le specie pi grosse di crostacei. Ma la maggior
parte del tempo lo passo qui, da sola.
Tess pigi un altro bottone su un pannello a muro e
una parete del vestibolo sembr scivolare via, rivelando
una vasca di circa sei metri di lato e profonda due
metri e mezzo. Del guard pieno di meraviglia una creatura
lunga quasi un metro e mezzo che nuotava freneticamente
in circolo, provvista di una pinna triangolare
sul dorso che fendeva l'acqua come un coltello.
Questo ... un pesce! chiese, con voce che tradiva
la sorpresa. I pesci erano solo un ricordo per i
Sotto-abitanti. Ormai soltanto i Signori del Suolo
mangiavano pesce. Allevavano i succulenti animali
dalle carni ricche di proteine in un mare interno della
Grande Isola. Schioccando le labbra, Del ricord
il sapore del pesce e nei suoi occhi apparve una lacrima.
Naturalmente i Signori del Suolo rifiutavano di
dividere il loro cibo principale con quelli che consideravano
esseri inferiori, anche se gli esseri che vivevano
nelle profondit del mare stavano morendo di
fame. Anzi, se un Sotto-abitante veniva colto nel tentativo
di intrufolarsi nei passaggi sottomarini che conducevano
all'interno del sorvegliatissimo Mare dei
Signori, veniva ucciso sul posto e dato in pasto a quegli
stessi pesci!
 il clone di un pesce, spieg Tess. Abbiamo
esplorato un settore che una volta veniva chiamato
Australia, e io ho potuto perlustrare un'ampia area
sottomarina che sulle antiche mappe veniva indicata
come la Grande Barriera Corallina. Mentre i miei colleghi
erano via, alla ricerca di altre forme terricole
viventi, io decisi di fare qualche esplorazione subacquea
al di fuori del piano di Trasporto Alimentare.
Mentre staccavo dei frammenti di formazioni minerali,
trovai un oggetto duro dalla forma triangolare.
Un dente? domand Del, guardando con sgomento
la piccola ma poderosa creatura che nuotava
nella vasca. Era solo una supposizione, perch non
aveva mai visto pesci forniti di denti. I ben pasciuti
pesci arancioni allevati dai Signori del Suolo su
Vodan erano provvisti soltanto di setole morbide
simili a filtri, dal momento che si cibavano esclusivamente
di microscopici organismi marini e occasionalmente
di Sotto-abitanti ribelli triturati e trasformati
in cibo per pesci.
 sorprendente, lo so, ribatt Tess. Ma si trattava
proprio di un dente, e io ne ho replicato il DNA
per creare questo esemplare. I risultati sono stati straordinari.
Infatti, questa creatura cresce durante la notte,
in un'acqua che ha la stessa composizione di quella
di Vodan.
 una tra le forme di vita pi sane che io abbia
visto nell'intero universo, dichiar Del, senza riuscire
a staccare gli occhi dall'animale che continuava
a descrivere circoli concentrici nella vasca. Come
si chiama? chiese, sul punto di immergere un braccio
nella vasca per accarezzare il dorso scuro e lucente
della bestia.
Non lo fare! grid Tess, afferrando l'estremit
palmata del fratello prima che potesse sfiorare l'acqua.
 il momento del pasto, perci devi stare molto attento.
Si chin sotto il lettino medico e prese una gabbia
metallica. Dentro c'era un grosso ratto, che squittiva
come se avesse intuito il suo destino. Il nome scientifico
con cui questa creatura era conosciuta sulla Terra
era Carcharodon carcharias. Ma molti umanoidi si
riferivano a lui come al grande squalo bianco.
Grande? si stup Del. Non mi pare poi tanto
grande. I fitapia di Vodan sono molto pi grossi.
In base alla proiezione al computer del dente che
ho usato per clonare questo squalo, le bestie, in unit
di misura terrestri, avrebbero dovuto essere lunghe
quasi sette metri, spieg Tess, salendo su uno sgabello
e sollevando la gabbia al di sopra della vasca.
Non posso dire con certezza quale punto della catena
alimentare occupassero, ma credo che fossero pi
o meno in cima. Guarda qui.
Tess apr lo sportello della gabbia e lasci cadere
il topo nella vasca. Il roditore affond nell'acqua, ma
solo per tornare a galla subito dopo, remigando freneticamente
contro il vetro come se volesse aprirsi un
varco con le unghie.
Del guard stupefatto lo squalo che istantaneamente
prese a vorticare in direzione della preda. Poi la bestia
si tuff sul fondo della vasca, si volt e si lanci dritto
verso il ratto, a fauci spalancate, pronta a colpire.
Nel giro di qualche istante il corpo del roditore
venne tranciato in due dai denti dello squalo, affilati
come rasoi. L'acqua trasparente si intorbid di sangue
rosso cupo e si tinse di rosa mentre lo squalo, adesso
in preda a una frenesia incontrollabile, si sollevava in
aria e scuoteva la sua preda come un cane che gioca
con un osso. Qualche secondo pi tardi nella vasca
era rimasto solo lo squalo.
Tess guard suo fratello e sorrise. Non lo aveva
mai visto rimanere senza parole, prima di allora. Sorprendente,
vero? disse, asciugando con uno straccio
le gocce d'acqua e di sangue che erano schizzate sul
pavimento. Il Comandante Sharr non riesce a capire
come mai noi non ci lamentiamo dei topi, qui in
laboratorio. Se solo sapesse che li intrappolo per darliin pasto a questo...
Tess si interruppe di scatto. La luce intermittente
del pannello a muro indicava che qualcuno era entrato
nella camera della vasca principale. In un lampo fece
scorrere la parete che nascondeva la sua creazione, poi
spinse Del fuori dalla stanza, seguendolo da presso.
Per favore, non fare parola di ci che hai visto,
gli sussurr. Se il Comandante scoprisse quello che
sto combinando, mi rispedirebbe su Vodan a fare da
cibo ai pesci!
Non ti preoccupare, sorellina, rispose con un
mormorio impercettibile Del, salutando con un cenno
della mano i due Signori che si trovavano nella
stanza della vasca principale. Se puoi trovare il modo
di sfamare i nostri cittadini, far di tutto per mantenere
il tuo segreto.
Saluti, Comandante Sharr... Supervisore Fina,
Tess accolse i suoi superiori mentre, insieme a suo
fratello, procedeva lungo il ballatoio che conduceva
alla vasca principale. Ho il piacere di presentarvi mio
fratello, UD-5411.
I due Signori di Vodan ricambiarono il saluto a
braccio levato di Del. UD-5411? esclam il Comandante
Sharr. Ho sentito parlare molto delle sue eccellenti
doti di navigazione, signore.
Del fece un cenno con il capo, accogliendo il complimento.
Avrei dovuto informarvi del mio arrivo,
ma l'unit di guardia mi ha condotto qui, dove mi sono
imbattuto nel codice di Tess, spieg, anticipando la
loro domanda. Sono stato assegnato al pilotaggio del
Trasporto Alimentare.
Stiamo cercando di tornare il pi in fretta possibile
su Vodan, UD-5411. Questo pianeta non  nient'altro
che una roccia sterile e non ha nulla che ci interessi,
disse il Comandante Sharr. Poi i suoi neri occhi a
mandorla si posarono su Tess. Di nuovo al lavoro fino
a tardi, UD-5412? le chiese. Quante ricerche ha ancora
bisogno di fare su quelle orribili creature munite di
guscio? Il Supervisore Fina e io stavamo appunto parlando
di quanto siamo impazienti di lasciare la Terra.
Sembra che non vi sia nessuna forma di vita degna di
essere allevata, su questo pianeta avvelenato.
Tess sostenne lo sguardo del suo superiore con un
sorriso impenetrabile. Il mio lavoro non durer ancora
a lungo, rispose. Sto cercando di deferminare se
 possibile produrre degli esemplari pi grandi. Sebbene
la loro carne sia ricca di sostanze nutrienti, si tratta
di animali molto piccoli, ed estrarre quelle poche
molecole di proteine dai gusci sarebbe piuttosto difficile
per noi che abbiamo le mani palmate. Tess non
faceva mai riferimento a se stessa come a una Sotto-
abitante. Detestava quel termine.
I Signori del Suolo si scambiarono un'occhiata e
annuirono. Molto bene, UD-5412, ribatt con arroganza
il Supervisore Fina. Le lasceremo tutto il tempo
di cui ha bisogno. Lei  senza dubbio una giovane
scienziata di talento, per essere una Sotto-abitante,
e suo fratello  tenuto in grande considerazione
dai nostri capi. Spero che tutti e due ci siate grati per
la nostra pazienza.
Il Comandante Sharr fece un vistoso cenno di approvazione.
Andiamo, Supervisore Fina, ci aspetta un
bel trancio succulento di fitapia, gongol. Poi, guardando
con disdegno i due fratelli dalla pelle verde che
gli stavano davanti, aggiunse: Sto rispedendo su Vodan
il grosso della squadra. Oggi ho ricevuto un messaggio
dalla nave di Trilliti. Presto potremo avere dei vegetali
veri, al posto delle alghe, a fare da contorno al
nostro fitapia. Non c' pi bisogno di restare qui. Faremo
un'ultima ricerca sulla Terra, poi torneremo su
Vodan.  chiaro, UD-5412? chiese, mentre la sua la
pelle arancione luccicava sotto la luce artificiale.
Tess guard Del. Questo significava che non le restava
molto tempo per perfezionare la clonazione dello
squalo, in modo da procurare del cibo alla sua gente.
Far del mio meglio, Comandante. I miei simili...
i "Sotto-abitanti", specific con voce strozzata,
cominciano a essere davvero stufi di pasta d'alghe
e di pappa di lumaca.
Tess sent che gli occhi le si dilatavano per lo stupore
mentre si chinava a studiare la rapida crescita dell'embrione.
Ben presto sarebbe potuto diventare una
valida forma di vita, ma restava troppo poco tempo perch
l'esperimento potesse avere successo. Erano giorni
che Tess non usciva dall'area del laboratorio, nel
disperato tentativo di portare a termine la sua missione.
Nel frattempo Del si era dato da fare per distrarre
l'attenzione del Comandante Sharr e del Supervisore
Fina. Li aveva condotti in splendidi voli sui settori
pi distanti della Terra e li intratteneva raccontando
loro le mirabolanti avventure che gli erano capitate
mentre cercava forme viventi commestibili su e
gi per l'intero universo. Tuttavia il Comandante
Sharr aveva gi ordinato alla maggior parte della squadra
di ricerca di Tess di tornare su Vodan.
Tess lasci la sua stazione laboratorio ed entr nell'enorme
cupola che conteneva la vasca. Camminando
lungo il ballatoio, bad a tenersi saldamente alla ringhiera.
Non voleva correre il rischio di perdere l'equilibrio
e di finirci dentro. Non che non sapesse nuotare,
naturalmente, ma adesso qualcun altro divideva l'immensa
vasca che una volta ospitava soltanto i crostacei.
Mentre procedeva lungo il perimetro della smisurata
vasca, guard piena di stupore la sagoma scura
della bestia gigantesca che scivolava senza sforzo sotto
l'acqua, con la sua pinna triangolare che sporgeva
di un metro dalla superficie. Nutrendolo praticamente
ventiquattr'ore su ventiquattro, Tess, nell'ultima
settimana, era riuscita a far raddoppiare le dimensioni
del suo squalo. Poi, con l'aiuto del fratello, lo aveva
addormentato e lo aveva spostato nella vasca pi
grande, dove aveva continuato a crescere. Adesso il
gigantesco squalo era largo e pesante quasi quattro
volte pi di quanto fosse stato la prima volta che Del
lo aveva visto.
Tess pigi un bottone sul quadrante dell'unit di
controllo. Un largo pannello si apr scivolando all'interno
della parete e di colpo la cupola riecheggi delle
strida di un ratto grande quasi quanto un bambino
umanoide. Tra tutti i progetti che avevano tenuto Tess
occupata giorno e notte, c'era anche la ricerca di provviste
di cibo per soddisfare il grande appetito dello
squalo bianco. E una volta in cui si era fermata a lavorare
fino a tardi in laboratorio, era incappata accidentalmente
sulla soluzione perfetta per far fronte alle
esigenze della bestia.
Anzich andare a mangiare come al solito nel settore
ristorante, a causa del tempo limitato che i Signori
del Suolo le avevano concesso, Tess aveva finito per
mandare gi qualcosa durante il lavoro. Una notte gelida,
mentre si preparava una tazza di pasta di lumache
di Vodan, si era appisolata. Dopo circa tre ore di sonno,
Tess si svegli e rimase sorpresa nel constatare che,
in qualche modo, la luce ultravioletta del laboratorio
aveva agito sul codice genetico delle lumache.
La pappa di lumache era triplicata, e la tazza stava
letteralmente traboccando. Per Tess, questo significava
una cosa soltanto: per puro caso, aveva trovato
il modo di usare la luce ultravioletta allo scopo di
accelerare la crescita della sua principale risorsa alimentare,
le lumache. La domanda era: avrebbe funzionato
anche per la principale risorsa alimentare dellosqualo, i ratti?
Anzich sprecare del tempo esponendo i roditori
alla luce ultravioletta, Tess decise di dare loro in pasto
la pappa di lumache, e subito le dimensioni dei ratti
presero a raddoppiare a velocit sorprendente. S, pi
ingoiavano quella poltiglia cresciuta artificialmente,
pi diventavano grossi.
Lo squalo andr pazzo per questi piccoli maiali !
pens Tess.
E aveva ragione. Lo squalo mostr di apprezzare
parecchio quei grassi bocconi. E adesso, mentre spazzava
via in un baleno il suo ultimo banchetto di roditore,
la bestia clonata da Tess offuscava l'acqua limpida
della vasca con sangue e resti di pelliccia. Disgustata
e deliziata al tempo stesso dai progressi del suo
esperimento, Tess attiv il sistema di filtraggio per
ripulire l'acqua, poi si rimise al lavoro.
Dopo parecchie ore trascorse a prendere appunti,
Tess si addorment di nuovo alla scrivania, ma una
luce lampeggiante sul quadro-comandi la fece svegliare
di soprassalto. Una forma vivente si era introdotta
nella camera che conteneva la vasca. Tess scosse
la testa per scacciare l'intontimento del sonno, poi
corse a vedere di chi si trattava
Del! grid, lasciando andare un sospiro di sollievo
nel vedere che il fratello tornava indietro lungo
il ballatoio, e si precipit a salutarlo.
Che sta succedendo, sorellina? Sembri agitata!
Ho delle notizie fantastiche! esclam Tess. Sono
riuscita ad alterare i cromosomi di un campione di pelle
prelevato dallo squalo bianco. Se il lavoro proceder
secondo i miei piani, avremo uno squalo maschio da
portare su Vodan, insieme alla sua femmina. Tutto ci
di cui ho bisogno  ancora un po' di tempo.
Non c' pi tempo, si strinse nelle spalle Del,
mentre il suo tono di voce si incupiva. Sharr e Fina
mi hanno ordinato di preparare il Trasporto entro la
prossima sequenza rotazionale dei planetoidi.
Tess sbarr gli occhi. Ma io non ho ancora terminato,
Del! Ho bisogno di...
E invece lei ha terminato, UD-5412! riecheggi
una voce proveniente dall'estremit opposta della stanza
a cupola.
Il cuore di Tess si ferm quando vide che il Comandante
Sharr stava salendo le scale che conducevano
al ballatoio, senza accorgersi dell'enorme creatura che
nuotava avanti e indietro attorno alla vasca, come un
sottomarino.
Abbiamo gi rimandato abbastanza la partenza da
questo pessimo pianeta, sbott il Comandante mentre
arrancava trascinando il suo grande corpo flaccido
su per le scale. Il Supervisore Fina e io abbiamo ordinato
a UD-5411 di prepararsi a una partenza immediata.
Se lei non sar pronta a decollare entro la prossima
sequenza rotazionale planetaria, verr lasciata
qui insieme ai suoi scarafaggi, ai suoi topi e ai suoi...
In quell'istante il Comandante raggiunse il ballatoio e
guard attraverso la grande distesa d'acqua della vasca.
Per tutte le anime di Vodan! UD-5412, voglio sapere
che razza di forma vivente  questa. E perch, in
nome di Vod, si trova in questa vasca?
Tess parl con calma, mentre si faceva incontro
al corpulento Comandante dalla pelle arancione. Si
tratta di una forma di vita che  esistita molto tempo
fa, qui, sulla Terra, signore, rispose. Questo animale
era conosciuto con il nome di grande squalo
bianco. Sono riuscita a riprodurne il codice genetico,
in modo da creare questo clone femmina. Adesso
sto tentando di far nascere un embrione maschile
per darle un compagno.
E perch non mi ha messo al corrente di questo
straordinario lavoro? Il Comandante Sharr esamin
l'immensa creatura con i suoi famelici occhi neri, quasi
si fosse trattato di una prelibatezza per palati fini.
Bestie di queste dimensioni potrebbero dimostrarsi delle
risorse alimentari assolutamente straordinarie. Fece
una pausa, e si premur di aggiungere: Per i Signori
della Terra,  evidente. Voi vorreste portare quelle squallide
creature crostate su Vodan in modo da soddisfare
le esigenze dei vostri compagni Sotto-abitanti.
Signore,  esattamente per questo che... cominci
Tess.
Ma il Comandante la interruppe sollevando la sua
mano paffuta. Saranno i Signori del Suolo a decidere
quale sar l'uso migliore del suo lavoro! mugghi
camminando lungo il bordo della vasca. Lasceremo
indietro qualche unit di guardia e parte del materiale,
in modo da far posto agli squali. Poi si rivolse a
Tess con un sorriso maligno. UD-5412, ritengo che
lei debba essere punita per aver omesso di informarmi
circa la notevole natura del suo lavoro, perci
rester indietro anche lei. Dal momento che, con ogni
evidenza, lo squalo  cibo destinato ai Signori, 
meglio che sia io a presentarlo al consiglio dei capi.
Tess incontr lo sguardo di Del. Sapevano entrambi
che era giunto il momento. A dire la verit, signore,
penso che dovremmo essere mio fratello e io a presentare
lo squalo al consiglio, ribatt con fermezza.
Come osa contraddirmi! sbott il Comandante
Sharr. Ma, non appena si fu reso conto di trovarsi da
solo con due Sotto-abitanti, smise di ribattere e si precipit
verso il pulsante di controllo per allertare le
unit di guardia. Del fu pi veloce di lui.
Mi dispiace, signore, disse seccamente, afferrando
il braccio grassoccio del Comandante, ma la
nostra nuova risorsa alimentare  molto affamata!
In un lampo, lui e Tess sollevarono il corpaccione
del pomposo Signore del Suolo e lo gettarono al
di l della ringhiera di ferro. Ci fu un enorme schizzo
e immediatamente la sagoma scura di quello che
sembrava un gigantesco siluro prese a girare in cerchio.
Entro qualche secondo si gett addosso al terrorizzato intruso.
Fuori dalla vasca, Tess e Dell rimasero a guardare
con freddezza il Comandante Sharr che veniva afferrato
dalle fauci della famelica bestia. Ben presto le
sue grida di aiuto cessarono per sempre, mentre veniva
trascinato sul fondo della vasca e ridotto a brandelli
arancioni. Poi Tess, pigiando il solito bottone,
attiv il filtro per pulire l'acqua dai resti del pasto dellosqualo.
Suppongo che adesso abbiamo passato la linea,
sorellina, sospir Del. Temo proprio che non potremo
permettere che nessun Signore del Suolo torni su
Vodan con noi.
Tess annu, mentre sul suo volto si rifletteva la consapevolezza
della seriet delle azioni che avrebbero
dovuto intraprendere. Credo che sia necessario procedere
il prima possibile, dichiar. Devo andare
avanti e chiamare il Supervisore Fina? Potremo dirgli
che c' un'emergenza nella camera della vasca.
Del scosse la testa. No, diamo allo squalo il tempo
di digerire il suo pasto, rispose. Andr al quartiere
generale di Fina e gli dir che hai scoperto una
nuova fonte alimentare. Probabilmente si precipiter
qui e, proprio come il Comandante Sharr, vorr essere
l'unico a prendersi il merito della scoperta davanti
al consiglio dei capi. Del si avvi verso l'uscita
della camera. Fino a quando lo squalo continuer a
mangiarli, potremo procedere a occuparci dei Signori
del Suolo eliminandoli uno a uno.
Secondo te quanto tempo passer, prima che su
Vodan si accorgano della mancanza di Sharr, di Fina
e degli altri Signori? chiese Tess. Manderanno di
sicuro delle pattuglie per investigare.
Me la vedr io, sorellina. Posso inviare un rapporto
su un incidente in qualche settore lontano. Fino
a quando non daremo notizia di aver trovato una nuova
fonte alimentare, dubito che qualcuno si dar pena
per noi. Del sorrise alla sorella, cercando di rassicurarla.
E adesso, basta con le preoccupazioni. Impacchettiamo
le nostre cose e andiamocene da questo pianeta inquinato.
Ma io non ho finito con la mia ricerca, insist Tess.
Del la guard con impazienza. Che cosa ti resta
da fare, Tess? Non appena lo squalo maschio sar nato
e sar nelle condizioni fisiche per affrontare un viaggio
spaziale, li faremo accoppiare e li trasporteremo
su Vodan come risorse alimentari.
Tess guard suo fratello e scosse la testa. La catena
alimentare non funziona in questo modo. Non ho
clonato lo squalo perch ci serv a da cibo, Del.
Non lo hai fatto per questo? Del non poteva credere
alle sue orecchie. Be', allora perch lo hai fatto?
Fidati di me, fratellino. Tu occupati del Supervisore
Fina e di chiunque altro ti capiti a tiro, rispose
Tess con fermezza. Io penser a sfamare tutta la popolazione
di Vodan. Be'... quasi tutta, aggiunse con
uno scintillio negli occhi.
Del rimase colpito dall'atteggiamento della sorellina
minore, che tutto a un tratto sembrava cos fiduciosa
e potente, e si dispose a tornare ai quartieri residenziali
per dare inizio alla procedura di eliminazione.
A proposito, aggiunse Tess, guardandolo avviarsi
alla porta. Avr bisogno di spazio per altre risorse
alimentari, nel Trasporto.
Parecchi mesi pi tardi, Tess salut i colleghi e gli
amici che si trovavano nell'area ristorante centrale
della Biosfera Marina Principale. L'area ristorante
era affollata da centinaia di Cittadini del Mare, conosciuti
in passato come Sotto-abitanti. Avevano tutti
un aspetto florido e sereno. La stessa Tess appariva
pi robusta e felice che mai. Era orgogliosa di aver
salvato il suo pianeta dalla morte per fame e portava
al collo con fierezza la grande collana che indicava
l'importanza del suo nuovo ruolo di Supervisore delle
Risorse Alimentari.
Tess fece segno agli addetti alla preparazione che
il suo tavolo era pronto per essere servito. Tre lavoratori
portarono un enorme vassoio di cibo e il gruppo
cominci a mangiare. I commensali di Tess ruppero
i gusci dei crostacei, che erano grandi come umanoidi,
servendosi di coltelli laser, per poi estrarre la
carne nutriente dall'armatura rossa e dalle chele. Il
sibilo dell'acqua bollente che veniva dall'area di preparazione
indicava che intanto molti altri crostacei
venivano gettati nelle vasche di cottura. Ce ne sarebbe
stato abbastanza per tutti, come sempre.
Pu raccontarmi il motivo per cui ha scelto di
chiamare cos questo cibo? chiese una ragazza molto
giovane, seduta accanto a Tess.
Tess sorrise. Volevo dare alle fonti di cibo proteico
dei nomi legati ai pianeti dai quali provengono,
spieg, raccontando daccapo la storia, come aveva
fatto spesso da quando era tornata dai suoi viaggi
spaziali. Questa viene dalla Terra. Nella sua forma
originaria, si trattava di una specie troppo piccola per
poter essere mangiata. Ma una volta che cominciai a
nutrirla con la mia speciale pappa di lumache, prese
a svilupparsi velocemente. Cercai dei documenti terrestri
e scelsi di dare a quegli esemplari il nome delle
creature estinte che pi mi parevano somiglianti:
le aragoste. E stato il mio modo per onorare un pianeta
estinto.
Un giovane Cittadino del Mare porse a Tess un
piatto di carne arancione. E quale nome ha dato a
questa fonte alimentare? le chiese.
Tess sorrise e si pul le labbra con il tovagliolo.
Ah, s. L'ho chiamata bistecca'. Non vi sembra che
il suo sapore si abbini a meraviglia con quello delle
aragoste?
Tutti i Cittadini del Mare annuirono, mentre gli
occhi di Tess vagavano nelle acque azzurre che circondavano
l'immensa metropoli sotto l'oceano. L
fuori, lo sapeva, i grandi squali bianchi pattugliavano
gli abissi. Naturalmente, la maggior parte di quei
magnifici animali andava ad alimentarsi nelle acque
basse attorno alla Grande Isola. Molti di loro si erano
fatti strada attraverso i passaggi sottomarini fino
al mare interno. L c'era una costante riserva di fitapia,
e inoltre i pochi Signori rimasti, mezzo morti di
fame, venivano regolarmente gettati in acqua a finire
la loro squallida esistenza.
Tess sospir di contentezza. Accidenti, quante cose
erano cambiate. A centinaia di metri sopra la sua testa,
il suolo stava morendo. S, pensava, i Signori hanno
avuto ragione su una cosa. Chiunque detenga il controllo
del cibo, detiene anche il potere... questa  la legge, non  cos?
...
.
...
FINE.